Una familiare manifesta davanti a Montecitorio per chiedere la scarcerazione dei pescatori
Una familiare manifesta davanti a Montecitorio per chiedere la scarcerazione dei pescatori
di Massimo Donelli Riceveranno 500mila euro le famiglie dei 18 pescatori – 8 italiani, 6 tunisini, 2 senegalesi, 2 indonesiani – salpati da Mazara del Vallo (Trapani) con i motopesca Antartide e Medinea, sequestrati il 1° settembre in acque internazionali, a 38 miglia dalle coste libiche, e da allora prigionieri nel carcere di El Kuefia, 15 chilometri a sud est di Bengasi, la capitale della Cirenaica in mano al generale Khalīfa Belqāsim Haftar, 77 anni. Lo stabilisce un emendamento al Decreto legge ristori approvato ieri dalle commissioni congiunte Bilancio e Finanze del Senato e proposto da tre...

di Massimo Donelli

Riceveranno 500mila euro le famiglie dei 18 pescatori – 8 italiani, 6 tunisini, 2 senegalesi, 2 indonesiani – salpati da Mazara del Vallo (Trapani) con i motopesca Antartide e Medinea, sequestrati il 1° settembre in acque internazionali, a 38 miglia dalle coste libiche, e da allora prigionieri nel carcere di El Kuefia, 15 chilometri a sud est di Bengasi, la capitale della Cirenaica in mano al generale Khalīfa Belqāsim Haftar, 77 anni.

Lo stabilisce un emendamento al Decreto legge ristori approvato ieri dalle commissioni congiunte Bilancio e Finanze del Senato e proposto da tre esponenti di Italia Viva, partito fondato da Matteo Renzi, 45 anni, il 18 settembre 2019. I tre sono Eugenio Comincini, 47 anni, di Cernusco sul Naviglio (Milano), di cui è stato sindaco dal 2007 al 2017; Donatella Conzatti, 46 anni, di Rovereto, un decennio di zig zag politico (Scelta civica con Mario Monti, Alternativa popolare con Angelino Alfano, Noi con l’Italia con Maurizio Lupi, Forza Italia con Silvio Berlusconi, dal 18 settembre 2019 Italia viva con Matteo Renzi); e Davide Faraone, 45 anni, di Palermo, lunga gavetta politica alle spalle, presidente della Fondazione Italiana Autismo.

Bravi, bel gesto. Per carità. Ma non è con una regalia, 27.777 euro per famiglia, che si può pensare di mettere a tacere i parenti. Né tantomeno guadagnare tempo in attesa dell’unica soluzione possibile: il rilascio senza condizioni dei 18, ingiustamente prigionieri, ormai, da 103 giorni.

Tanto più dopo ciò che è successo tra Recep Tayyip Erdoğan, 66 anni, presidente della Turchia, e il generale Haftar. Sono bastati appena cinque giorni, infatti, perché potesse riprendere il mare la nave turca Mabrouka, fermata sabato 5 dicembre per aver navigato senza autorizzazione nelle acque territoriali libiche, al largo di Derna, entrando in un’area riservata. Pagata una multa, i 17 componenti dell’equipaggio, di cui 9 turchi, sono stati rilasciati giovedì 10 dicembre.

Come mai il sequestro si è risolto così in fretta? Perché Erdogan ha minacciato Haftar di intervenire militarmente. Ciò che fece Margaret Thatcher (1925-2013), primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990, impiegando 73 giorni per vincere la guerra delle Falkland (2 aprile-14 giugno 1982) e ridare la libertà ai lontani connazionali, per lo più pescatori (appunto) e agricoltori, finiti prigionieri della dittatura argentina.

Un blitz passato alla storia. E che ha ispirato le parole pronunciate venerdì da monsignor Domenico Mogavero, 73 anni, vescovo di Mazara del Vallo dal 2007: "Ora diciamo basta: è ora che chi di dovere intervenga, anche con corpi speciali, affinché i pescatori possano fare rientro nelle loro famiglie".

Famiglie che si sono presentante sotto la casa dei genitori del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, 44 anni, mazarese, eletto in Toscana nella lista del Movimento 5 stelle, urlando "Chiamate vostro figlio!" (definito dai manifestanti "incompetente") e annunciando una protesta a Roma prima di Natale. Li ascolteranno?