di Giovanni Rossi "Volontariamente". L’avverbio dice tutto. Con la campagna vaccinale al via nel 2021, il governo sceglie la linea di una motivata adesione dei cittadini all’obiettivo dell’immunità al Covid. "Dobbiamo fare una grande campagna di comunicazione e trasparenza nel Paese per dare a tutti gli elementi per potersi vaccinare volontariamente", dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza. "Dovrebbe essere vaccinato più o meno il 70% della popolazione, ossia più di 40 milioni di italiani. Si tratta di una sfida importante e senza precedenti", ammette Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. Negli auspici di governo, "l’immunità di gregge" va conquistata con informazione e condivisione....

di Giovanni Rossi

"Volontariamente". L’avverbio dice tutto. Con la campagna vaccinale al via nel 2021, il governo sceglie la linea di una motivata adesione dei cittadini all’obiettivo dell’immunità al Covid. "Dobbiamo fare una grande campagna di comunicazione e trasparenza nel Paese per dare a tutti gli elementi per potersi vaccinare volontariamente", dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza. "Dovrebbe essere vaccinato più o meno il 70% della popolazione, ossia più di 40 milioni di italiani. Si tratta di una sfida importante e senza precedenti", ammette Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. Negli auspici di governo, "l’immunità di gregge" va conquistata con informazione e condivisione. "In corso d’opera valuteremo se ci sono le condizioni per raggiungere l’obiettivo con questa impostazione", è la puntualizzazione di Speranza (valutazione che di fatto spalanca scenari alternativi).

Tradotto: l’obbligatorietà della vaccinazione potrebbe essere considerata – almeno per determinate categorie di cittadini – esclusivamente nel caso la campagna fallisse e il Paese restasse nel limbo. Nessuno stupore perciò se l’effettuazione del vaccino garantisse intanto una specie di patente sanitaria, liberando i vaccinati da divieti e restrizioni che potrebbero invece restare per chi preferisse non immunizzarsi. Sì, incentivi e disincentivi, aspettando i numeri.

L’unico piano del governo è infatti convincere tutti gli italiani a fidarsi, perché i processi di ricerca, autorizzazione e produzione "si svolgono in piena linearità", assicura Speranza. "Sono ottimista e ho fiducia. Gli italiani saranno all’altezza", è la scommessa del ministro avallata da Ipsos: oltre il 60% degli italiani sarebbe favorevole al vaccino (Francia 50%, Spagna 55%). Molto più complessa la situazione negli Stati Uniti, dove – secondo Gallup – il 42% dei cittadini sarebbe indisponibile alla profilassi anche "a costo zero".

Quella dell’Italia "non è una linea dura, è una linea necessaria", è la risposta di Speranza alle polemiche sul Dpcm di Natale: "Siamo consapevoli dei sacrifici che chiediamo, ma se abbassiamo la guardia rischiamo di trovarci a gennaio, nella fase di start-up delle vaccinazioni, con una recrudescenza. Non possiamo permettercelo".

Lo chiariscono i numeri. Quelli dei decessi anzitutto. Con i 662 morti di ieri (pur in calo dagli 814 di venerdì), il totale delle vittime sale a 59.114: quasi 60.000 morti, dato che con ogni probabilità sarà realtà già domani. I positivi di giornata sono 21.052 su 194.884 tamponi, con percentuale positivi-tamponi in calo al 10,7% dall’11,32%. Progresso confermato dai bollettini ospedalieri: 50 terapie intensive in meno nelle 24 ore, 3.517 in tutto (con 192 ingressi di giornata), mentre i ricoveri ordinari scendono di ben 1.042 unità, per un totale di 30.158.

Ancora tanta pazienza, stretta osservanza delle regole e poi una straordinaria campagna di profilassi: è questo l’orizzonte 2021 dell’Italia. L’hub nazionale di trasporto, stoccaggio e distribuzione vaccini sarà la base dell’Aeronautica militare a Pratica di Mare, la stessa che nel 2002 ospitò lo storico vertice Nato-Russia. L’operazione ’Eos’ (la dea dell’Aurora nel mito greco) sarà gestita dal Comando Interforze e dal commissario Domenico Arcuri. Da Pratica di Mare i mezzi dell’Esercito porteranno le fiale nei sub-hub regionali. Da qui i vaccini partiranno per i 1.500 punti di somministrazione: dagli ospedali alle Rsa, fino ai drive-through della Difesa. I primi 3,4 milioni di dosi del vaccino Pfizer-Biontech saranno invece distribuiti a gennaio direttamente dalla multinazionale. Chi si immunizzerà riceverà subito il certificato.