Il 55enne capo della Protezione civile, Curcio, con il commissario Figliuolo, 59 anni
Il 55enne capo della Protezione civile, Curcio, con il commissario Figliuolo, 59 anni
ROMA Il Governo conferma nel summit con le Regioni la linea di rigore per tutto aprile aprendo solo a una ’verifica’, dati alla mano, per consentire eventuali zone gialle dopo il 18-20 di aprile. "Ora – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza – va usata prudenza. Non possiamo fare un passo troppo lungo. Le prossime settimane saranno decisive per le vaccinazioni e potremo così...

ROMA

Il Governo conferma nel summit con le Regioni la linea di rigore per tutto aprile aprendo solo a una ’verifica’, dati alla mano, per consentire eventuali zone gialle dopo il 18-20 di aprile. "Ora – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza – va usata prudenza. Non possiamo fare un passo troppo lungo. Le prossime settimane saranno decisive per le vaccinazioni e potremo così programmare l’estate e la graduale uscita dalle restrizioni sulla base dei dati del monitoraggio". Come ha detto ieri intervenendo all’inaugurazione dell’hub vaccinale di Genova il direttore della protezione Civile Fabrizio Curcio: "Siamo in guerra e serve forse qualche norma di guerra".

La Conferenza delle Regioni aveva chiesto – sui impulso dei governatori di centrodestra – che il prossimo decreto "preveda una clausola automatica per ripristinare le zone gialle e bianche nei territori che lo consentano" e che "venga superata la soglia dell’incidenza a 250 contagli ogni 100mila abitanti perché penalizza i territori che fanno più tamponi". Ma per ora senza grande successo.

Al vertice è intervenuto anche il premier Mario Draghi. "Occorre ridare speranza al paese – ha detto – pensando a programmare e alle riaperture, cominciando ad avere di nuovo il gusto del futuro. Occorre uscire da questa situazione di inattività. La campagna vaccinale sta migliorando e anche l’obiettivo fissato per maggio di mezzo milione di vaccinati al giorno non pare più così lontano". "Occorre dare una prospettiva di speranza – ha osservato il ministro per le Autonomie, Maria Stella Gelmini –, ma non è il momento per dire riapriamo tutto. Fino al 15-20 aprile ci vorrà ancora molta attenzione, ma se i numeri migliorano, nel dl servirebbe un automatismo per aperture mirate". Il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha sottolineato che "c’è grande ritardo sulla governance del Recovery Fund e le Regioni vogliono essere coinvolte". E su questo l’appuntamento il 6 aprile.

A. F.

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