ROMA "Mi fa davvero piacere che il signor Ennio abbia riavuto la sua casa, seppur non nelle condizioni in cui l’aveva lasciata. Meno di 30 giorni tra uscita e rientro nell’immobile sono un record in questi casi". Il civilista torinese Gabriele Bruyere, 70 anni, è presidente di lungo corso dell’Uppi (Unione piccoli proprietari immobiliari): 100mila soci, ognuno con i suoi problemi. Tra i peggiori c’è sicuramente lo sfratto per mano di sconosciuti che cambiano la serratura. Inquadri il fenomeno. "Nel privato i casi sono per fortuna residuali, nell’edilizia residenziale pubblica i numeri sono invece imponenti,...

ROMA

"Mi fa davvero piacere che il signor Ennio abbia riavuto la sua casa, seppur non nelle condizioni in cui l’aveva lasciata. Meno di 30 giorni tra uscita e rientro nell’immobile sono un record in questi casi". Il civilista torinese Gabriele Bruyere, 70 anni, è presidente di lungo corso dell’Uppi (Unione piccoli proprietari immobiliari): 100mila soci, ognuno con i suoi problemi. Tra i peggiori c’è sicuramente lo sfratto per mano di sconosciuti che cambiano la serratura.

Inquadri il fenomeno.

"Nel privato i casi sono per fortuna residuali, nell’edilizia residenziale pubblica i numeri sono invece imponenti, oltre 24mila occupazioni abusive vere e proprie che salgono a quasi 31mila con i casi di sopraggiunta scadenza di titolo inizialmente valido. Ecco, il settore privato, in questo campo, sta infinitamente meglio del settore pubblico che soffre per occupazioni abusive specialmente nel Centro Italia e più precisamente nella zona di Roma. Un’altra area di forte tensione abitativa è il Nordovest".

Qual è storicamente il tempo d’attesa dei legittimi titolari per rientrare nella casa sottratta?

"Non meno di sei-sette mesi. La legge pone in capo al proprietario o affittuario ’sfrattato’ la dimostrazione dell’avvenuta occupazione. E l’occupante ha il diritto di difendersi. Non è una passeggiata, mi creda".

Oltre il danno la beffa?

"Esattamente. E alla fine di questo tunnel, che attraversa vita e affetti dei derubati, il mancato soggiorno in casa propria spesso diventa, incredibilmente, il danno minore. Perché un letto si trova sempre e la solidarietà, in questi casi, scatta con prontezza".

Quindi?

"Il danno maggiore arriva dalle spese legali per i procedimenti penali eo civili attivati, per l’esecuzione effettiva del provvedimento di recupero dell’immobile, per le utenze che continuano a correre, per le tasse varie sull’appartamento che lo Stato non sospende. E poi c’è l’afflizione psicologica, una conseguenza inevitabile in tutti i soggetti colpiti, in particolare nelle persone più anziane e fragili, specie quando scoprono di aver perso oggetti o preziosi cui erano legati. Il conto personale ed economico alla fine è molto ingente. Migliaia di euro. E purtroppo senza potere chiedere alcun sostegno allo Stato. Sì, di fronte a eventi di questo tipo, il cittadino è davvero solo".

La rivalsa contro gli occupanti è tempo perso?

"La giustizia civile è lenta e chi occupa illegalmente, di solito, non ha patrimoni da attaccare".

Un reato così specifico diventa odioso quando prende di mura anziani o soggetti fragili?

"Tocca al magistrato competente valutare, per così dire, le ragioni di chi sottrae il bene al legittimo titolare. Il reato c’è sempre, ma l’occupante può invocare lo stato di necessità".

Quanti stati di necessità sono realmente tali e quanti sono strumentali?

"Domanda complicata".

L’impressione è che gli occupanti operino con minori o con anziani al seguito proprio per ottenere attenzione prioritaria dai Comuni. Magari saltando la fila tra i più deboli?

"Sì, a volte l’occupazione è solo il pretesto per ottenere altri benefici".

Giovanni Rossi