Un presepe
Un presepe

Bergamo, 5 dicembre 2014 - Nessun presepe all’istituto De Amicis, nel quartiere Celadina di Bergamo. Quest’anno il preside ha vietato la realizzazione del presepe per non discriminare chi è fedele di religioni diversa da quella cattolica. Gli alunni non italiani nella scuola bergamasca sono il 30%, mentre in alcune classi si raggiunge il 50%. Un’insegnante nei giorni scorsi aveva chiesto di poter realizzare il presepe, ma il preside glielo ha impedito. La vicenda non è rimasta senza eco politica: «Pazzesco. A Istituto De Amicis di Bergamo preside vieta il presepe. È questo modello di 'scuola' che dovrebbe educare nostri figli?», lo ha scritto in 140 caratteri Matteo Salvini che ha commentato così su Twitter.

 «La scuola pubblica - ha dichiarato il preside Mastrorocco, secondo quanto riporta l'Ansa - è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno, che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l’anticristo, ma questo è l’orientamento che ho dato all’istituto da otto anni, quando sono arrivato qui. È stato un modo per rispettare tutti». Non mancano le proteste dei genitori, che parlano di divieto assurdo: «È giusto far crescere i figli secondo il nostro credo, poi da grandi saranno liberi se seguirlo oppure no».

Per tutta risposta, il segretario federale del Carroccio ha aggiunto su Facebook: "Sabato (cioè domani, ndr) Il presepe lo porto io". Poi ha lanciato una sorta di petizione ai suoi seguaci: "Arriviamo a 10.000 'mi piace' per chiedere l'allontanamento del signor Luciano Mastrorocco, che non vuole il presepe nella sua scuola?"