Stoccolma, 5 ottobre 2021 - Il premio Nobel 2021 per la chimica, del valore di 10 milioni di corone svedesi, viene diviso a metà tra Benjamin List e David MacMillan per la scoperta di un nuovo tipo di catalisi, l'organocatalisi asimmetrica, che permette di utilizzare molecole organiche con una procedura più semplice ed efficace. L'uso dell'organocatalisi asimmetrica comprende la ricerca di nuovi farmaci e ha anche contribuito a rendere la chimica più rispettosa dell'ambiente

Ieri quello per la fisica ha visto il prestigioso riconoscimento assegnato all'italiano Giorgio Parisi ("per la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria") insieme a Syukuro Manabe e a Klaus Hasselmann.

E intanto cresce l'attesa per il Nobel per la Letteratura che sarà assegnato domani, giovedì 7 ottobre, alle ore 13. Tra i favoriti c'è la scrittrice canadese Margaret Atwood, il cui nome è diventato molto popolare tra gli appassionati di serie tv per il successo di 'The Handmaid’s Tale', basata sul romanzo distopico 'Il racconto dell’ancella' del 1985. 

Chi sono i premi Nobel 

Benjamin List, 53 anni, è nato in Germania, a Francoforte, dove si era laureato nel 1997. Attualmente dirige il Max Plank Institute specializzati per la ricerca sulla catalisi. David W.C. MacMillan ha la stessa età, 53 anni, ed è nato nel 1968 in Gran Bretagna, Bellshill. Ha studiato negli Stati Uniti, dove si è laureato nel 1966 nell'Università della California a Irvine e attualmente insegna nell'Università di Princeton.

Cosa hanno scoperto

Delle ricerche di Benjamin List e David MacMillan è stata premiata la nuova tecnica che i due ricercatori, in modo indipendente, hanno messo a punto, chiamata organocatalisi. Questa permette di combinare fra loro le molecole per ottenerne di nuove, evitando che durante la reazione possano avvenire contaminazioni. Grazie a questa tecnica è possibile ottenere, per esempio, nuove molecole di interesse farmacologico, oppure celle solari di nuova generazione o batterie più efficienti. In più si tratta di una tecnica amica dell'ambiente, funzionale alla cosiddetta 'chimica verde'.