Prato, 19 dicembre 2014 - Una riflessione amara, quella del geologo Marco Morelli, riguardo alle scosse di terremoto che in queste ore sono state distintamente avvertite anche in città. Presidente della Fondazione Centro di scienze naturali e direttore del Museo di scienze planetarie, Morelli spiega: "Certo, la Protezione civile pratese ha gestito correttamente la situazione, ma a livello di popolazione c'è una totale impreparazione. Oggi c'era una oggettiva difficoltà ad attraversare certe zone di Prato e di Firenze, nonostante fossimo davanti a un terremoto avvenuto relativamente lontano da noi e di intensità tutto sommato bassa".

Per Morelli "quando le cose sono tranquille nessuno ti sta a sentire, ma quando succede quello che è successo oggi scatta l'isteria collettiva e magari si mandano gli studenti via da edifici antisismici per farli andare in case che non si sa come siano. Certo, se io fossi un preside forse farei la stessa cosa, sono scelte difficili, ma il punto è che non abbiamo una visione complessiva del problema a livello di gestione generale".

Il geologo sottolinea: "Evacuare scuole e uffici pubblici significa mandare migliaia di persone in strada e richiamarne altrettante, per esempio, per andare a prendere gli studenti. Il tutto per una scossa che in altre zone si registra una volta alla settimana". 

Le soluzioni? "L'intervento reale sarebbe mettere in sicurezza gli edifici - conclude Morelli - ma i soldi sono finiti... Però l'investimento culturale è altrettanto importante, servirebbe lo sforzo di tutti per trovarsi pronti e sapere cosa fare. Anche perché Prato è una zona sisimica e sarebbe bene essere preparati".

Luca Boldrini