Trieste, 18 ottobre 2021 - In questo lunedì di inizio settimana, secondo giorno lavorativo in cui è attivo l'obbligo di green pass per i lavoratori, continuano le proteste nei porti. Il fronte più caldo resta Trieste, dove oggi è stato anche il giorno decisivo anche per l'elezione del sindaco (qui i risultati del ballottaggio): per tutta la giornata si sono susseguiti gli scontri tra manifestanti 'no green pass' e la polizia. In serata (più sotto la cronaca dell'intera giornata) la situazione è rimasta tesa: un centinaio di persone, arroccate in via Tonello, hanno continuato a insultare e a lanciare bottiglie alla polizia, che ha presidiato il sottostante viale Campi Elisi. Idranti e lanci di lacrimogeni. La circolazione nella zona è stata interdetta per motivi di sicurezza. Nel frattempo il varco 4 (sgomberato in giornata dai manifestanti con cariche e idranti) è rimasto bloccato: decine di camion che sarebbero dovuti entrare nel porto sono rimaste bloccate in via Locchi, non lontano dallo scalo marittimo, a causa della guerriglia.

Ma anche a Genova c'è stato un nuovo blocco, tolto poco dopo, del Varco Albertazzi. Situazione tranquilla, invece, nel resto d'Italia. 

Trieste martedì 19 ottobre: continua la protesta no green pass. "Aspettiamo di parlare con Patuanelli sabato"

Sommario

Covid oggi 18 ottobre: bollettino Italia e dati dalle regioni

Trieste: la giornata

Ecco la cronaca di una giornata di tensione. Il Varco 4 del porto di Trieste veniva sgomberato dai manifestanti che lo bloccavano da venerdì scorso. I portuali e i non green pass si spostavano nel centro della città, giungendo in piazza Unità d'Italia. La polizia stamattina prima ha invitato i manifestanti a liberare il passaggio: "Signori siete invitati a lasciare l'area portuale", poi ha fatto intervenire le camionette con gli idranti. Mentre le forze dell'ordine avanzavano un gruppo di portuali si è seduto terra, spalleggiato da alcune centinaia di no vax. Al grido "Libertà, libertà" e "Vergogna, vergogna", alcuni portuali si sono inginocchiati. E' stata anche tentata una trattativa tra i rappresentanti della protesta e le forze dell'ordine, servita a poco. A loro un dirigente della polizia ha spiegato: "Dovete liberare il porto per favore, voglio evitare che vi facciate male". Stefano Puzzer, leader del coordinamento dei portuali, era in lacrime seduto a terra con gli altri occupanti. "Sono triste. Sono triste per queste persone. Stiamo pregando. Siamo tutti qui tranquilli" ha detto, tenendo la mano di un manifestante che stringeva un rosario. 

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La polizia quindi ha proceduto con lo sgombero lanciando diverse cariche di alleggerimento, con idranti e scudi (la questura segnalerà sotto sera che non è stata effettuata alcuna carica né è stato fatto uso dello sfollagente ma gli agenti si sono limitati a leggere spinte con gli scudi).

Gli agenti hanno fatto allontanare i manifestanti, e si è arrivati a scontri corpo a corpo. Le forze dell'ordine spingevano i manifestanti e i lavoratori no green pass verso l'uscita del porto (la questura afferma che non sono stati usati gli sfollagente). Nei tafferugli alcuni partecipanti alla protesta sono stati fermati dagli agenti, e si sono registrati anche dei feriti. Mentre indietreggiavano i portuali hanno formato un cordone separando i no green pass dalla Celere, allo stesso tempo molti manifestanti hanno iniziato a lasciare la zona.

Per disperdere gli ultimi gruppi di no vax la polizia ha sparato i lacrimogeni. La folla è quindi arretrata ulteriormente su via dei Campi Elisi. Qui i no green pass hanno usando dei cassonetti della spazzatura per fermare i mezzi delle forze dell'ordine. 

I no green pass e i portuali si ricompattavano in un lungo corteo, dirigendosi verso il centro città. Tra loro anche Stefano Puzzer, uno dei primi portavoce dei portuali. Dal coordinamento lavoratori portuali Trieste arrivava un comunicato che "condanna con molta forza l'odierno pesante intervento delle forze dell'ordine con idranti, manganelli e lacrimogeni contro una pacifica folla di manifestanti al varco IV del porto di Trieste. Una folla assolutamente pacifica, che in nessun momento aveva impedito il libero transito da e per il porto attraverso il Varco IV".

Il corteo anti green pass raggiungeva piazza Unità d'Italia, il cuore di Trieste e sede di Prefettura, Municipio e palazzo della Regione. I manifestanti contro il green pass si fermavano tra il palazzo della Prefettura e quello della Regione: circa 2mila seduti o distesi al sole. Ogni tanto si levava qualche slogan, ma era il silenzio a prevalere, in un clima sereno, ben diverso dalla mattinata di disordini. Restano chiuse al traffico le vie cittadine, per questioni di sicurezza, mentre rimangono sulla piazza mezzi e uomini delle forze dell'ordine, a controllare la situazione. Vie interdette alla circolazione veicolare anche nella zona del porto, vicino al varco interessato nei giorni scorsi dalla mobilitazione, dove piccoli gruppi di manifestanti rimanevano a protestare. Al termine dell'incontro con il prefetto di Trieste Valerio Valenti, l'ex portavoce dei portuali Stefano Puzzer dichiarava: "Abbiamo chiesto al prefetto un incontro col governo nel giro di due, tre giorni. La nostra intenzione è tornare in porto".

La protesta tornava però a inasprirsi nel tardo pomeriggio: alcuni gruppi di manifestanti rimanevano nell'area poco distante il varco 4. Dalla questura arrivava la notizia di bombe carta contro un veicolo della polizia in una strada della zona, in parte chiusa al traffico veicolare per questioni di sicurezza. I manifestanti riprendevano a lanciare oggetti e bottiglie contro le forze dell'ordine. Alcuni cassonetti sono stati ribaltati mentre la polizia è intervenuta con gli idranti.

"Abbiamo verificato che ci sono state cariche (al porto) - ha detto Stefano Puzzer - mentre noi eravamo dal prefetto e durante l'incontro il clima era disteso. Noi abbiamo detto a tutti di venire (in piazza Unità), dove ci sono più di 5mila persone che hanno avuto fiducia in noi. Faremo tornare indietro le 150 persone che sono al porto, perché quello che abbiamo ottenuto ora non possiamo buttarlo via". 

Il bilancio della giornata di oggi: la Polizia ha denunciato in stato di libertà per interruzione di pubblico servizio e invito a disobbedire alle leggi statali 4 persone e una quinta è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale. Tre i feriti tra i poliziotti di un reparto antisommossa non in condizioni gravi. La Questura però sta vagliando le posizioni di altre persone e sta visionando filmati e altre immagini videoregistrate.

Trieste, lascia leader dei portuali Stefano Puzzer

Genova

A Genova questa mattina era tornato accessibile il porto, bloccato negli scorsi giorni da lavoratori e manifestanti contro il green pass. Sul posto sono arrivati all'alba mezzi della polizia e dei carabinieri ma non è stato effettuato alcuno sgombero. Dopo una mattinata tutto sommato tranquilla, però, i manifestanti poco dopo le 13.30 hanno deciso di bloccare definitivamente il varco Albertazzi, che porta sia a uno scalo mercantile che al terminal traghetti. Il blocco è stato tolto dopo circa due ore: al momento resta il presidio al varco di ponte Etiopia dove i manifestanti cercano la solidarietà anche tra i camionisti dei tir e un piccolo gruppo è attivo al terminal Messina. Non si registrano tensioni nè problemi di ordine pubblico. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha dichiarato: "Un porto dell'importanza strategica come quello di Genova non può stare sotto scatto di una protesta che abbia il carattere dell'illegalità". 

Gli altri porti

Regolare l'affluenza stamane ai varchi del porto di Venezia. Non si registrano proteste. Sit in invece al porto di Ravenna in solidarietà ai colleghi Trieste, ma solo poche persone e si è già sciolto.