Tromba d'aria, danni a Porto Cesareo (frame di un video Dire)
Tromba d'aria, danni a Porto Cesareo (frame di un video Dire)

Porto Cesareo (Lecce), 13 novembre 2019 - La furia del maltempo - una tromba d'aria unita a vento e mare in burrasca - sembrava voler cancellare il porto turistico, con immagini agghiaccianti. La violenta tromba d'aria che si è abbattuta su Porto Cesareo, in Salento, ha provocato danni gravi e crolli della parte alta di un pontile in muratura e di muretti di recinzione. 
Sembrava la zampata di un gigante: un pontile della darsena, lungo 60 metri, è stato sollevato e trascinato via dal vento e dal mare, portando con sé tutte le barche ormeggiate. Centinaia le  barche ammassate sul molo o nell'area giochi a circa 300 metri di distanza.

I danni più gravi li hanno subiti le barche dei pescatori, molte delle quali erano ormeggiate al pontile sradicato dalla forza del mare e del vento. La frazione di Torre Lapillo è isolata perché allagata. Qui vi sono stati numerosi cedimenti di strutture murarie ed è crollata la parte alta del pontile in muratura che collega Porto Cesareo all'hotel Lo Scoglio, che si trova su un isolotto collegato da un pontile alla terraferma.

Il mare è ancora agitato.  Le attività del Coc, il centro comunale di coordinamento soccorsi, sono state prorogate rispetto alla prevista chiusura della notte scorsa. La furia di vento e acqua ha causato danni anche ad attività commerciali e a scuole che sono rimaste chiuse. Il vento ha rotto finestre e porte facendo entrare acqua. Ieri la vicina e nota spiaggia di Torre Lapillo era stata devastata dalla mareggiata. 

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Tromba d'aria in Salento, i danni a Porto Cesareo (foto Dire)

Il sindaco: la città è in ginocchio

Per il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, la violenta tromba d'aria che ha colpito nelle ultime ore la città salentina provocando gravi danni al porto, a centinaia di imbarcazioni e a diverse strutture murarie, ha messo la città "in ginocchio". La frazione di Torre Lapillo, spiega "è sommersa dal mare, le strade sono coperte da spazzatura e detriti, la situazione è tragica. Eravamo in allerta, ma non ci aspettavamo una situazione del genere. Chiederemo lo stato di calamità naturale, i danni ammontano a centinaia di migliaia di euro". 

Gallipoli, onde alte 5 metri

Danni anche nel resto della Puglia: paura anche a Gallipoli, dove la pioggia copiosa ha allagato strade e garage facendo temere il peggio. "Abbiamo avuto paura", dicono i residenti della cittadina leccese. Intenso il lavoro dei vigili del fuoco impegnati a svuotare box e a liberare da detriti e rami di alberi le strade. Onde alte fino a 5 metri hanno invaso e reso impercorribili ampi tratti del lungomare. Il sindaco, Stefano Minerva, stamattina ha ordinato la chiusura dell'istituto nautico e degli uffici del Giudice di Pace, che si trovano proprio vicino al lungomare Galileo Galilei. 

Le immagini della città sommersa sono davvero inquietanti:

A Santa Maria di Leuca, infine, del ristorante sul mare 'Alba Chiara' restano solo macerie. Qui il vento ha rotto gli ormeggi di sette barche confiscate ai trafficanti di migranti: i natanti hanno rischiato di andare alla deriva. 

Tromba d'aria, si contano i danni

Barche sollevate dalla furia del vento e scaraventate a 400 metri di distanza. Vetrate dei ristoranti sul mare che quasi si piegano sotto la forza del vento. I segni della devastazione sono ovunque, a Porto Cesareo, con strade bloccate, pezzi di muri sgretolati e danni, tanti danni, soprattutto per i pescatori che sono disperati perché hanno perso le loro barche, molte delle quali sono affondate. 
Le macerie sono un pò dappertutto, come il mare che ha invaso il litorale. Forti disagi anche per la marina di Nardò, dove il mare ha sventrato la sede stradale e abbattuto marciapiedi, panchine e segnali stradali, e a Gallipoli dove le onde alte fino a 5 metri hanno invaso e reso impercorribile il lungomare.
Per non parlare dei danni nelle campagne, delle decine di alberi, anche ulivi secolari, sradicati, dei canali esondati, delle serre e dei tendoni demoliti. In provincia di Lecce, segnala Coldiretti, il vento ha distrutto anche le piantine di ulivo resistenti al batterio della xylella. Era state appena piantumate.

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