I carabinieri intervenuti all’istituto professionale Alberti di Rimini chiamati dalla pres
I carabinieri intervenuti all’istituto professionale Alberti di Rimini chiamati dalla pres
Si presenta a scuola con una pistola giocattolo, la estrae durante la lezione mostrandola all’insegnante e lei sviene. Mentre gli Stati Uniti piangono l’ennesima strage a scuola (3 studenti uccisi e altri feriti in una high school di Detroit da un 15enne), a Rimini la ’bravata’ commessa ieri da un giovane di 17 anni rischia di costargli molto caro. Lui, capite le conseguenze a cui andava incontro, ha subito chiesto scusa, giustificandosi: "Non volevo far nulla di male, era solo uno scherzo...". Uno scherzo che potrebbe avere pesanti ripercussioni, soprattutto se la...

Si presenta a scuola con una pistola giocattolo, la estrae durante la lezione mostrandola all’insegnante e lei sviene. Mentre gli Stati Uniti piangono l’ennesima strage a scuola (3 studenti uccisi e altri feriti in una high school di Detroit da un 15enne), a Rimini la ’bravata’ commessa ieri da un giovane di 17 anni rischia di costargli molto caro. Lui, capite le conseguenze a cui andava incontro, ha subito chiesto scusa, giustificandosi: "Non volevo far nulla di male, era solo uno scherzo...". Uno scherzo che potrebbe avere pesanti ripercussioni, soprattutto se la prof deciderà di sporgere denuncia nei suoi confronti.

L’episodio è avvenuto ieri mattina all’istituto professionale Alberti, scuola superiore frequentata da circa 500 studenti. Il ragazzo, uno studente di 17 anni, ha pensato bene di far divertire i compagni di classe portando con sé una pistola giocattolo in aula. E intorno alle 13, durante il cambio dell’ora, alla prof che entrava in quel momento in classe ha mostrato l’arma finta. Non è ancora chiaro se abbia ’puntato’ l’arma contro di lei, o l’abbia semplicemente mostrata all’insegnante. Sta di fatto che la docente, che non si è accorta che si trattava di una pistola finta (a quanto pare aveva il tappo rosso ancora inserito), si è spaventata a morte. La donna è svenuta in classe e sono dovuti intervenire i colleghi e il personale scolastico per aiutarla e assisterla. Per fortuna si è trattato solo di un mancamento, e si è ripresa nel giro di pochi minuti. Ma nel frattempo la scuola ha chiamato i carabinieri. Non ci è voluto molto a identificare il ragazzo, che subito ha confessato ai militari: "Era solo uno scherzo, una ’bravata’. Non volevo fare del male a nessuno". I carabinieri hanno fatto una sonora ramanzina al giovane, e hanno immediatamente chiamato i genitori. I quali si sono precipitati a scuola e hanno rimproverato il figlio per quanto aveva appena combinato.

Il ragazzo non è stato denunciato. Detenere una pistola giocattolo, di per sé, non è un reato. Sarà l’insegnante a dover decidere se procedere e presentare querela nei confronti del suo alunno, o lasciar perdere. Contattata poche ore dopo, la professoressa per ora non vuole dire nulla sull’episodio. "Sto cercando di riposare, e non me la sento di parlarne. Farò denuncia? Ancora non posso dire nulla" taglia corto lei, ancora visibilmente scossa per quant’è accaduto ieri mattina. Cercata più volte ieri al telefono per chiarire la vicenda, anche Franca Berardi, la dirigente della scuola, ha poca voglia di parlare dell’episodio. La dirigente minimizza il fatto, non dice ancora se intende prendere provvedimenti disciplinari nei confronti del ragazzo, assicura che "le cose non sono andate come sostenete voi giornalisti...". Un comportamento non comprensibile dopo un fatto del genere, dato che è stata la stessa direzione della scuola a chiamare i carabinieri.