15 mar 2022

Crollo del ponte Morandi, Autostrade e Spea chiedono il patteggiamento

La procura è d'accordo. I familiari delle vittime: "Impatto importante sul processo"

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Ponte Morandi, l'immagine simbolo del crollo

Roma, 15 marzo 2022 - Ponte Morandi: Autostrade per l’Italia ha chiesto alla procura di Genova di patteggiare nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del viadotto che il 14 agosto 2018 provocò 43 vittime. Lo comunica la stessa società. Aspi è iscritta nel registro degli indagati ai sensi del Decreto legislativo 231, e cioè per responsabilità amministrativa dell’ente. La procura ha dato parere favorevole. "È un risultato importante. Speriamo che questa tragedia serva da lezione affinché queste cose non succedano più", commenta a caldo il procuratore di Genova Francesco Pinto.

Per Egle Possettti, portavoce del comitato vittime, "il patteggiamento non lava la coscienza di nessuno per quello che è successo. E, anzi, avrà un impatto importante sull’iter processuale degli altri imputati. Significa che l’impianto accusatorio è valido".
E fa sentire la sua voce anche Guido Carlo Alleva,  legale dell’ex amministratore delegato di Autostrade e Atlantia Giovanni Castellucci. "​Nell’udienza preliminare - obietta - l’accusa si è dilungata per ben undici udienze concentrando il processo sulle ipotesi di responsabilità e sui profili di colpa individuale, senza però affrontare il tema centrale, ciò che occupa la mente di ciascuno di noi e cioè le cause effettive del crollo, cause che sono state oggetto di ben due perizie scaturite dall’incidente probatorio".

Sono 59 le persone imputate, oltre alle due società Aspi e Spea. "Ho trovato singolare questo aspetto - prosegue Alleva - e ancor più singolare che la procura, per declinare ipotesi di responsabilità individuale del mio assistito ne abbia offerto una rappresentazione distorta, non realistica, non legata ai fatti per come effettivamente si sono svolti. Quindi il compito della difesa è stato e sarà contrapporre la realtà, l’interpretazione lucida, oggettiva dei fatti e al contempo sollevare i problemi di giustizia interna al processo che sono l’unica garanzia possibile di conservazione dello stato di diritto".

Secondo l’accusa tutti sapevano che il ponte era malato ma nessuno fece nulla per ridurre i costi, in modo da garantire maggiori dividendi ai soci. Nei prossimi giorni ci saranno le repliche dei pubblici ministeri e poi il giudice deciderà sul rinvio a giudizio.

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