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Ponte Morandi Genova: cos'è lo strallo, sul banco degli imputati per il crollo

Il termine deriva dal gergo marinaresco: gli stralli sono quei tiranti trasversali che collegano l'antenna alla carreggiata sospesa del ponte, con l'obiettivo di rinforzarla senza appesantire troppo la struttura. Ma, sul ponte Morandi, uno di loro sarebbe saltato.

Ultimo aggiornamento il 17 agosto 2018 alle 18:19
Uno strallo del ponte Morandi

Genova, 17 agosto 2018 - Sul banco degli imputati per il crollo del ponte Morandi di Genova c'è la rottura di uno strallo. A indicare questa come "un'ipotesi seria di lavoro" è stato oggi anche Antonio Brencich, docente dell'università di Genova e membro della commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture che deve accertare le cause del disastro di Genova.

Ma che cos'è uno strallo? Si tratta, di fatto, di uno dei tiranti trasversali in cemento armato precompresso con un'anima di cavi d'accaio che rinforzano la tenuta del ponte, divenendone parte fondamentale. Partono dalla sommità dell'antenna e la collegano con la carreggiata sospesa. Il termine strallo deriva dall'omonima voce marinaresca. Si tratta di un vanto dell'ingegneria italiana degli anni '60, perché dava la possibilità di realizzare ponti architettonicamente leggeri, di grande eleganza estetica. Gli stralli erano utilizzati proprio quando c'era necessità di sostenere carichi enormi per infrastrutture molto lunghe: il ponte strallato più alto d'Europa è quello di Calatrava a Cosenza. Elementi caratteristici degli stralli sono gli ancoraggi alle strutture d'impalcato e alle antenne, nonché il sistema di protezione nei confronti della corrosione. Le problematiche che devono essere risolte nel progetto e nella realizzazione degli stralli di ponti strallati sono la resistenza statica e a fatica, l'efficienza degli ancoraggi, l'efficacia del sistema di protezione, la loro installazione e la previsione di sostituzione, ed il controllo delle vibrazioni indotte dal vento.

Una testimone - un medico che si trovava sul ponte il 14 agosto - ha detto di aver visto saltare lo strallo numero 9 e che questo avrebbe causato il cedimento dell'infrastruttura. Gli accertamenti sono in corso, ma pare certo che una società di ingegneri controllata da Atlantia (la Spea Engineering) avesse commissionato uno studio sugli stralli 9,10,11 meno di un anno fa, rilevando nelle sue conclusionni come, in particolare la pila numero 9, presentasse delle deformazioni "non del tutto conformi alle attese". Da lì il bando di gara, a maggio, per il tronco genovese, che vedeva tra le parti da rinforzare proprio le pile numero 9 e 10.  

 

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