Genova, 18 agosto 2018 - Dispersi. Vuol dire numeri di telefono che non rispondono, dal giorno maledetto del crollo. Giri a vuoto negli ospedali, appelli, attesa in un limbo che congela tutto, tranne il dolore. Nella strage del ponte ci sono ancora persone che non si trovano. Si continua a cercare. Un lavoro incessante. I vigili del fuoco in prima linea, giù nel cantiere. La polizia a fare indagini e verifiche, senza mollare mai. Ieri sera la lista era stata aggiornata a cinque persone che ancora mancano all’appello. Una famiglia piemontese, della provincia di Novara; un tedesco e un genovese. 
Per i familiari è uno strazio senza fine. Perché vuol dire non avere nemmeno il conforto dell’ultimo saluto. Non poter piangere chi ami. Significa sentirsi impotenti di fronte a quei piloni che fino a ieri erano la strada familiare per le vacanze e il lavoro, oggi di colpo sono diventati una condanna a morte. La speranza ora è di trovare ancora qualche superstite in quelli che vengono definiti ‘triangoli di sopravvivenza’, aree prive di macerie grazie alla protezione a triangolo creata dall’incastro dei blocchi di cemento armato del ponte crollato. Ed è lì che si spera di trovare ancora qualche sopravissuto. 

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In questi giorni i numeri – delle vittime e di chi ancora manca all’appello – sono cambiati spesso, a dimostrazione che si tratta di un lavoro senza sosta, svolto in condizioni al limite. Anche per questo ieri è stato diffuso quel numero, che in qualche modo serve a mettere un punto fermo nel caos degli eventi. All’elenco di nomi si è arrivati un po’ per volta, dopo le segnalazioni raccolte dal numero di telefono messo a disposizione dalla prefettura. Come altri pubblicizzati con i cartelli affissi ad esempio sui cancelli dell’obitorio, meta straziante delle famiglie e di chi cercava un amico, un parente, un segnale. Si offriva un posto letto, un aiuto psicologico.

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Spiegano alla Protezione civile: "Le persone che non riuscivano a mettersi in contatto con i propri familiari hanno telefonato in tempi stretti alla prefettura. Così è stata composta la lista di quelli che all’inizio si potevano definire potenziali dispersi. In quel momento non si poteva sapere davvero quale fosse il loro destino. Alcuni hanno poi richiamato per dire, con sollievo, che erano riusciti a mettersi finalmente in contatto con i loro cari. Altri non si sono più fatti sentire". 
Allora la prefettura ha verificato un’altra volta, richiamando tutte le persone che avevano fatto segnalazioni. Così la lista si è ridotta a un elenco di cinque, riducendo di molto i numeri circolati nelle ore e nei giorni precedenti. Chiaramente serve ancora cautela, in questo momento nessuno può avere certezze assolute. "Possiamo dire che queste cinque persone sono quelle che preoccupano di più", è il ragionamento della Protezione civile.
Era diretta in vacanza all’isola d’Elba una famiglia del Novarese, marito moglie e figlioletta di 9 anni, che dalla vigilia dell’Assunta non ha più dato notizie. Il fratello di lui ha lanciato un appello anche in tv. L’attesa resta angosciosa.

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