Roma, 17 agosto 2018 -  Dalle parole ai fatti. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, annuncia con un post su Facebook di aver "inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione". Una diretta conseguenza del crollo del Ponte Morandi di Genova. "Vogliamo cambiare tutto", aggiunge Toninelli. Il tema della revoca delle concessioni ha tenuto banco anche oggi. Prima dell'annuncio, si era registrato il riallineamento tra Di Maio e Salvini dopo lo scontro a distanza di ieri. Il ministro dell'Interno si è scagliato nuovamente contro Autostrade chiedendo che la società elargisca aiuti economici alle vittime. E, stavolta, a chi gli ha chiesto se la revoca della concessione potesse essere messa da parte in caso di erogazioni di fondi e aiuti, ha risposto secco: "No, non siamo al mercato". Quindi ha aggiunto: "Ci sono i morti. Se facesse quello che ha detto di fare, Autostrade farebbe il minimo del dovuto per risarcire in minima gli italiani. Ma non siamo lì a contrattare a fronte di questa tragedia". Poi ha precisato: "Non cerco vendetta, ma l'atteggiamento del governo sarà rigoroso. Avviare le pratiche per rescindere il contratto mi pare il minimo". Parole tutto sommato in linea con quelle di Di Maio che stamattina ribadiva: "C'è una volontà politica certa, vogliamo revocare le concessioni ad Autostrade per l'Italia. Non si può continuare a far finta che nulla sia accaduto". Il vicepremier grillino ha poi rincarato la dose sulla polemica con i precedenti governi. "Il crollo è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l'Italia", ha scritto Di Maio in una lettera inviata ai parlamentari M5s. Nel frattempo, si apprende che domani a Genova non si terrà il Consiglio dei ministri. Il premier Giuseppe Conte dovrebbe partecipare a un vertice in Prefettura dopo i funerali di Stato. 

BORSA - Tra sprint e frenata, Atlantia - che controlla Autostrade -  è rimbalzata in Borsa fino a +7,5% dopo la giornata nera di ieri. Quindi ha chiuso la seduta a +5,68%, recuperando 770 milioni dopo il tracollo di ieri. Tutto questo mentre la Consob ha avviato accertamenti sui movimenti del titolo negli ultimi giorni. 

LE INDAGINI - La rottura di uno strallo "è un'ipotesi di lavoro seria" sulle cause che hanno portato al crollo. Lo ha dichiarato Antonio Brencich, docente dell'università di Genova e membro della commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture che deve accertare le cause del disastro, dopo aver fatto un breve sopralluogo della zona. "La voce che gira - ha detto - è che il collasso sia stato attivato dalla rottura di uno strallo ci sono testimonianze e video che vanno in questo senso". (FOCUS / Cos'è uno strallo e perché e sul banco degli imputati). Sempre il Mit, in una nota, ha precisato, rispondendo ad alcuni articoli di stampa in cui si fa riferimento alla vigilanza sulle concessioni autostradali, che "qualsiasi verifica strutturale sulle opere in concessione" è "compito del concessionario". Oggi, intanto, la squadra mobile ha eseguito alcuni decreti di sequestro su incarico della procura di Genova: sigilli per la parte superiore del Ponte Morandi, ovvero i due monconi rimasti dopo il crollo di circa 200 metri della campata centrale. Parallelamente, la Guardia di Finanza ha acquisito per conto della procura tutti i documenti che riguardano la gestione, progettazione, manutenzione del tratto autostradale crollato martedì mattina.

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RIVOLTA CONTRO I FUNERALI -  Intanto, mentre in fiera a Genova è stata allestita la camera ardente per le vittime, oggi si sono celebrati i primi funerali di chi ha preferito una cerimonia privata alle esequie di Stato. E' il caso di Alberto Fanfani e Marta Danisi, fidanzati: i funerali di oggi a Pisa (FOTO) si sono tenuti nella chiesa dove avrebbero dovuto sposarsi. Ma anche quello di Stella Boccia, le sue esequie hanno avuto luogo nel pomeriggio a Foiano (Arezzo). Sempre oggi, Torre del Greco, città sconvolta, ha accolto le salme dei quattro giovani che stavano partendo per le vacanze e invece hanno trovato il baratro e la morte. Anche a loro l'ultimo saluto è stato dato in forma privata, per volontà dei genitori. "E' un omicidio di Stato", ha detto poco prima dei funerali, con la voce rotta dalle lacrime, Roberto Battiloro, il padre di uno deo quattro ragazzi, Giovanni, morto nel crollo. E i parenti della famiglia di Pinerolo, mamma, papà e due figli adolescenti vittime del disastro, fanno sapere che svolgeranno una cerimonia privata sabato. Altri due piemontesi, i coniugi Alessandro Robotti e Giovanna Bottaro, avranno esequie private. Sono 20, su 38 totali, le famiglie che hanno rifiutato i funerali di Stato. "Tanti non vogliono fare la passerella, e li capisco - dice Padre Mauro Brezzo, cappellano dell'ospedale San Martino di Genova che sta dando conforto ai feriti e ai familiari delle vittime -. Se invece di spendere i soldi per venire qui li avessero dati a questa povera gente, sarebbe stato meglio". Lo stesso Di Maio dice di non biasimare "le famiglie che hanno scelto di celebrare il funerale nel loro comune di residenza".

LE ESEQUIE DI STATO - Saranno quindi 18 i feretri ai funerali di Stato in programma domani alle 11.30 al padiglione Jean Nouvel della fiera dall'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella e dei componenti dell'esecutivo. Diciassette bare sono già esposte.

RICERCHE NON STOP - Continuano senza sosta le ricerche tra le macerie. Nessuno stop da quando il viadotto è crollato causando 38 vittime e 15 feriti, mentre scende il numero dei dispersi: ora sarebbero 5 secondo la Protezione Civile. I vigili del fuoco continuano a lavorare con ruspe e martelli pneumatici per cercare di aprirsi un varco tra gli enormi blocchi di cemento e trovare le persone che ancora mancano all'appello. Intanto, una sessantina di persone sono potute rientrare nelle loro abitazioni. Le verifiche sulla stabilità di alcune palazzine compiute oggi dai vigili del fuoco hanno dato infatti esito positivo. Restano ancora 580 sfollati circa.

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SI SCAVA - Due sono i punti su cui si stanno concentrando le ricerche: il basamento del pilone crollato, all'altezza dell'argine sinistro del Polcevera, e il blocco di ponte lungo una ventina di metri precipitato dopo essersi cappottato sulla ferrovia. È lì che i vigili pensano possano trovarsi i dispersi, secondo le ultime verifiche poco più di una decina. Intanto il lavoro dei mezzi pesanti nel greto del Polcevera ha prodotto un altro risultato: uno dei simboli di questa tragedia, l'enorme blocco di cemento piantato in mezzo al torrente come un monolite, è stato abbattuto nella notte. Ora la priorità, dopo aver trovato le persone che ancora risultano disperse, è quella di cominciare a portare via le macerie dal Polcevera, prima che arrivi la pioggia. Terminate, invece, le ricerche sull'argine destro del torrente, quello dove c'è il deposito Amiu. Su quel lato sono in corso le bonifiche e stamattina si è sviluppato un piccolo incendio, subito messo sotto controllo dai vigili del fuoco. A provocarlo, probabilmente, le scintille provocate per tagliare i tondini d'acciaio. "Sono proseguite per tutta la notte le operazioni di soccorso dei Vigili del Fuoco. Si procede con le demolizioni e rimozioni delle parti del viadotto crollato per la ricerca dei dispersi", aggiornano su Twitter i Vigili del Fuoco, dove pubblicano un video delle ricerche.

 

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