Ponte Morandi Genova (Newpress)
Ponte Morandi Genova (Newpress)

Roma, 17 agosto 2018 - "Considerando i soli ponti in calcestruzzo armato con più di 50 anni di vita ci sono almeno 10mila ponti teoricamente ‘a fine vita’ dei quali sarebbe essenziale fare un controllo approfondito, valutarne lo stato, per poi decidere se procedere a manutenzione straordinaria o a demolizione e ricostruzione". Non fa sconti Antonio Occhiuzzi, direttore dell’istituto di tecnologia delle Costruzioni del Cnr. «Il problema – sottolinea – è enorme. Manca una regia di ampio respiro. Non esiste una lista unica delle infrastrutture a rischio. La manutenzione e il controllo della stabilità dei ponti è affidata alla concessionaria o all’amministrazione titolare della strada, e ognuno fa come ritiene più opportuno, viste le risorse disponibili. A questo punto è indispensabile un piano Marshall da decine di milioni di euro che coinvolga le migliori competenze scientifiche; e ritardarne l’avvio non fa che aumentare i costi».

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Codacons ha stilato una lista di ponti e viadotti che sono notoriamente a rischio e ha diffidato i prefetti affinché dispongano un blocco del traffico pesante, ma è chiaro che si naviga a vista. In Calabria è clamoroso il caso del ponte Cannavino/ponte di Celico, sulla statale 107 tra Paola e Crotone, che visibilmente ha un avvallamento al centro, è periodicamente oggetto di lavori ma che l’Anas giura essere perfettamente sicuro. In Basilicata sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano sono partiti i lavori sul viadotto Carpineto I, un’altra delle opere di Morandi, del quale quattro anni fa una perizia chiesta dall’Anas segnalò il degrado.

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In Lombardia all’ordine del giorno i casi dei ponti 10, 12 e 14 e dello svicolo 26 della superstrada Milano Meda, dei quali una perizia aveva chiesto la chiusura entro fine agosto 2018, ma che la provincia ritiene «monitorati e sotto controllo» in attesa dei lavori finanziati dalla Regione che dovrebbero partire nel 2019. E poi sotto osservazione ci sono il viadotto dei Lavatoi a Como (aperto con limitazioni) e il cavalcavia Isella a Lecco. Partiti i lavori al malmesso ponte della statale 42 del Tonale all’altezza di Ponte di Legno (Brescia).

Tra Emila Romagna, Lombardia e Veneto ci sono quatto ponti sul Po sui quali i lavori sono in corso o stanno per partire. Sono il ponte sul Po a Colorno (Parma) chiuso dal settembre scorso per il quale si punta a una riapertura a maggio 2019; il Ponte ‘Giuseppe Verdi’ lungo la strada provinciale n 10 nei comuni di Zibello nel Parmense e di San Daniele Po nel Cremonese: i lavori dovrebbero iniziare a fine 2018 e terminare a giugno 2019. A giugno sono invece iniziati i lavori sul ponte tra Viadana e Borretto tra le province di Ferrara e Rovigo e all’altezza di Occhiobello c’è il ponte sul Po chiuso a maggio e che riaprirà a ottobre. In Toscana sono osservati speciali i ponti Vespucci (i lavori inizieranno a settembre) e il San Niccolò a Firenze, a Pontedera il ponte sulla superstrada che collega via dei Panieracci con via del Podere.

Nel Lazio il ponte della Magliana e il ponte sulla via Braccianese Claudia a Civitavecchia. In Campania a Salerno il viadotto Gatto, a Napoli il ponte di Carmiano, mentre ad Ariano Irpino l’Anas ha chiuso a luglio il viadotto Manna. Sulla A6 tra Piemonte e Liguria la concessionaria autostradale ha lavori in corso su ben otto ponti: Stura di Demonte, presso il raccordo di Fossano; Ferrania, tra gli svincoli di Altare e Millesimo; Chiaggi, tra gli svincoli di Millesimo e Ceva; Prione, tra gli svincoli di Niella Tanaro e Ceva ; Rio Valletta tra gli svincoli di Altare e Savona; Lazzaro tra gli svincoli di Altare e Savona; Case Svizzere, tra gli svincoli di Altare e Savona. In Sicilia chiusi il ponte sul fiume Gornaluga sulla SP 74 e il ‘viadotto Morandi’ ad Agrigento. Occhi puntati sul ponte sul Simeto della Catania-Palermo e molti altri. Perché i malati sono diecimila, una enormità.