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Ponte Morandi Genova, la mamma sopravvissuta: "Io e mia figlia salve per un miracolo"

Marina Guagliata era dentro la 'Fabbrica del riciclo' quando il viadotto è precipitato. "Camilla è rimasta completamente sepolta, le ho stretto la mano e urlavo chiedendo aiuto"

Ultimo aggiornamento il 17 agosto 2018 alle 00:27
Marina Guagliata con la figlia Camilla in una foto tratta dal suo profilo Facebook (Ansa)

Genova, 16 agosto 2018 - Non solo dolore e lacrime. Il crollo del ponte Morandi a Genova restituisce anche le storie di chi, da quel disastro, si è salvato. E' il caso di Marina Guagliata, 58 anni, rimasta sepolta sotto le macerie insieme alla figlia Camilla, di 24. Siamo miracolate... Ci hanno tirate fuori, non so dopo quanto tempo... Non ricordo, sono svenuta più volte", racconta dal letto dell'ospedale Villa Scassi dove si trova ricoverata.  Al momento del crollo le due donne si trovavano all'interno della 'Fabbrica del riciclo' dell'isola ecologica di Amiu, lungo il Polcevera, perché - spiega ancora la signora Marina - "siamo appassionate di antiquariato".

"Camilla è in condizioni più gravi - prosegue - ha riportato la rottura del bacino, ma oggi finalmente siamo certi che se la caverà". La giovane è stata sepolta completamente dai resti del viadotto. "Io riuscivo a respirare, il mio viso era libero, ma Camilla era sotto, era coperta - prosegue ricordando l'incubo che ha vissuto -. Non la vedevo ma sapevo che era lì, era come se la sentissi, fino a poco prima eravamo vicinissime. E sono riuscita a sentirle una mano e a stringergliela... Sono arrivata anche a toccarle il viso e con la mano le toglievo dalla bocca i detriti. E continuavo a urlare, a chiedere aiuto". Finalmente sono arrivati i soccorsi, "non so dire dopo quanto tempo - dice ancora -. So soltanto che i vigili del fuoco sono stati eccezionali, e anche i poliziotti, e ci hanno liberate da lì". 

La donna non ricorda nulla degli attimi immediatamente prima di finire sotto i detriti, "ma mia figlia, a cui ho finalmente parlato ieri, mi ha detto che avevo visto crollare il ponte. Mi ha detto 'mamma, abbiamo sentito un boato, abbiamo guardato fuori da una finestra e hai urlato, ma io questo non me lo ricordo...". 

"Sono due miracolate, mi interessa che tornino a casa. Non m'interessa adesso sapere di chi sia la colpa...", dice il marito Maurizio Scabini insieme all'altro figlio e al fidanzato di Camilla. La speranza è quella di un rapido ritorno alla normalità, magari anche al lavoro nella ditta di famiglia: la 'Luminarie Guagliata', che si occupa del montaggio delle luci natalizie e quest'anno ha allestito gli ombrellini colorati nelle vie del centro.

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