Genova, 15 agosto 2018 - Non sarebbero mai state sospese le ricerche dei dispersi dopo il il crollo del ponte Morandi a Genova. La notizia dello stop, circolata all'ora di pranzo, viene smentita dal Comando generale dei Vigili del fuoco. "Il ponte è monitorato costantemente perchè, come evidente da ieri, ci sono rischi, ma le attività non hanno mai subito interruzioni". La macchina dei soccorsi non si è quindi mai fermata, i pompieri continuano a lavorare nonostante la parte di viadotto rimasta in piedi rischi di cedere. La prefettura, nel frattempo, ha aggiornato il conto delle vittime finora accertate: sono 39, tra cui anche tre minori. Ma sono ancora "decine" i dispersi sotto i cubi di cemento franati al suolo da un'altezza di 70 metri insieme alle auto che percorrevano il viadotto dell'A10. "Il bilancio dei morti è sensibilmente superiore", dice il governatore Toti. Al momento però non è possibile continuare a cercarli. Intanto il governo italiano punta il dito contro Autostrade, chiedendo le dimissioni dei vertici e annunciando - al termine del consiglio dei ministri straordinario in Prefettura a Genova - l'avvio della procedura per la revoca della concessione, mentre viene previsto un "piano di monitoraggio straordinario" sulle infrastrutture di tutto il Paese. "Non è stata una fatalità ma un errore umano", sostiene il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, sul posto per un sopralluogo. Si indaga per disastro colposo e omicidio plurimo. In Italia sarà proclamato lutto nazionale. 

"PILONE A RISCHIO" - Droni si sono alzati in volo per verificare le condizioni della struttura (preoccupa la stabilità di uno dei piloni, quello ad est). Nella notte i soccorritori, con squadre speciali arrivate da tutta Italia, hanno continuato a lavorare senza sosta nella speranza, che ormai va affievolendosi, di trovare superstiti. Le storie di chi ce l'ha fatta, com l'ex portiere del Cagliari, sopravvissuto dopo un volo di decine di metri con la sua auto, autorizzano a pensare al miracolo, anche se dalle macerie non si sentono più provenire voci. Una quindicina i feriti mentre tante sono le persone che hanno assistito al disastro e che adesso sono sotto choc in ospedale con i sintomi di un trauma psicologico. Undici i palazzi considerati a rischio perché vicini alla parte della struttura rimasta in piedi ed evacuati. Struttura che a detta dei vigili del fuoco è a rischio crollo. Al momento 634 gli sfollati, 311 le famiglie che hanno dovuto abbandonare la loro casa minacciata dai monconi del ponte Morandi.

Il camionista frena sul baratro. "Il ponte Morandi si è sbriciolato davanti a me"

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L'INCHIESTA  - Genova, dove per oggi e domani è stato indetto il lutto cittadino, è una città letteralmente e metaforicamente spezzata, che ora si interroga sulle cause di un simile disastro. Il ponte malato, lo chiamano: aveva bisogno di una manutenzione costante e di continue verifiche di stabilità. Si tratta di una tragedia annunciata? A questa domanda dovrà rispondere l'inchiesta aperta dalla procura che ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo plurimo. Mentre siamo ancora lontani dall'accertamento delle responsabilità, prende sempre più corpo l'ipotesi di un cedimento strutturale. Non prevedibile, però, secondo chi gestiva quel tratto di strada. Il crollo, dice il direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l'Italia Stefano Marigliani, è "per noi qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all'attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte. Nulla lasciava presagire. Assolutamente non c'era nessun elemento per considerare il ponte pericoloso". Testimoni raccontano di aver visto un fulmine colpire il viadotto subito prima del cedimento. Ma secondo gli esperti non è possibile attribuire un simile incidente al maltempo. Il procuratore Cozzi non ha dubbi: "Non è stata un fatalità ma un errore umano". Nelle prossime ore la squadra di polizia giudiziaria che effettua le indagini potrebbe acquisire la documentazione inerente al contratto di servizio che impegna Autostrade per la manutenzione del ponte. Intanto, i rilievi, compresi quelli fotografici, si stanno svolgendo nel luogo del crollo per preservare le prove senza inficiare l'opera dei soccorritori.

L'INTERROGAZIONE DEL 2017 - Nel marzo 2017 il viadotto Polcevera non presentava "alcun problema di carattere strutturale". È quanto fu assicurato, e documentato agli atti di una seduta del consiglio regionale, alla Regione Liguria dalla società Autostrade. "Ho sentito personalmente l'ingegner Marigliani (il direttore del Tronco di Genova di Autostrade, ndr) che mi ha comunicato che il viadotto al momento non presenta alcun problema di carattere strutturale", spiegò in aula l'assessore ai lavori pubblici Giampedrone rispondendo ad un'interrogazione.

Rispunta rapporto di Autostrade. "Attenti, è degradato"

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A10 bloccata. I percorsi alternativi

 LA STORIA / Gianluca sospeso per 20 minuti dopo il crollo. "E' ancora vivo"

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