Genova, 14 agosto 2018 - Sui social è bufera per una nota pubblicata l'8 aprile 2013 sul blog del Movimento 5 Stelle. "Ci viene poi raccontata, a turno, la favoletta dell'imminente crollo del ponte Morandi", si legge nella nota - adesso introvabile perché rimossa - in riferimento alla costruzione del nuovo sistema autostradale del capoluogo ligure. Il Coordinamento dei Comitati No Gronda, che aveva parlato della "favoletta del crollo del ponte" sul blog dei pentastellati, si è dichiarato contrario al nuovo progetto di ricostruzione dell'impianto autostradale, alla cosiddetta "Gronda di Ponente", una bretella progettata proprio nella città di Genova. Secondo loro non c'era alcun problema sul viadotto dell'autostrada A10, crollato quest'oggi uccidendo almeno 35 persone. "L'ex presidente della Provincia - si leggeva ancora nella nota - dimostra chiaramente di non aver letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte "... potrebbe star su altri cento anni" a fronte di "... una manutenzione ordinaria con costi standard (Queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)". 

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Dichiarazioni che però contrastano con quanto affermato un paio di settimane fa dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, il cinquestelle Danilo Toninelli: tra le grandi opere che necessitano di essere sottoposte a una "revisione completa" c'è anche la "Gronda autostradale di Genova", aveva detto il primo agosto in Commissione Ambiente alla Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero. Oggi Toninelli, intervistato da vari tg, ha aggiunto: "Faremo nuove opere che siano alternative a quelle presenti che sono troppo vecchie. Chi pensa che il M5S sia contro le grandi opere si sbaglia di grosso, noi siamo contro quelle che sono uno spreco di soldi pubblici. Bisogna impiegare le risorse prima di tutto per la manutenzione", ha continuato il ministro. La "manutenzione ordinaria" sulla rete autostradale spetta alle società private "che hanno la concessione" e, se il crollo del viadotto a Genova fosse imputabile a "mancata manutenzione ordinaria", il Ministero delle Infrastrutture "si costituirà parte civile perché chi ha sbagliato - ha concluso - deve pagare fino all'ultimo". 

Ed è lo stesso Toninelli a protestare per la polemica. "Chi la sta fomentando in momenti così drammatici si dovrebbe semplicemente vergognare, è uno sciacallo", ha detto in collegamento telefonico con il Tg La7 per lo speciale sul crollo del ponte Morandi. "Non mi interessa - ha ribadito - sto seguendo con apprensione" le operazioni di salvataggio e delle polemiche "me ne frego altamente", ha concluso Toninelli.