Genova, il ponte Morandi crollato
Genova, il ponte Morandi crollato

Genova, 21 dicembre 2020 - Il crollo del ponte Morandi sarebbe stato causato da un fenomeno "di corrosione a cui è stata soggetta la parte superiore del tirante sud, lato Genova, della pila 9 e anche da "controlli e le manutenzioni che se fossero stati eseguiti correttamente, con elevata probabilità avrebbero impedito il verificarsi dell'evento". Lo scrivono i periti del gip Angela Nutini nella relazione sulle cause del disastro avvenuto il 14 agosto 2013 causando la morte di 43 persone.

Il documento, di circa 500 pagine, è stato redatto nell'ambito del secondo incidente probatorio, quello che dove stabilire le cause del crollo. La procura aveva formulato 40 quesiti a cui i super esperti hanno risposto.

"Tale processo di corrosione - proseguono i periti - è cominciato sin dai primi anni di vita del ponte ed è progredito senza arrestarsi fino al momento del crollo determinando una inaccettabile riduzione dell'area della sezione resistente dei trefoli che costituivano l'anima dei tiranti, elementi essenziali per la stabilità dell'opera".

Oltre alla corrosione, a concorrere nel crollo ci sarebbero stati anche dei controlli di manutenzione inadeguati. "La mancanza - proseguono i periti - e/o l'inadeguatezza dei controlli e delle conseguenti azioni correttive costituiscono gli anelli deboli del sistema; se essi, laddove mancanti, fossero stati eseguiti e, laddove eseguiti, lo fossero stati correttamente, avrebbero interrotto la catena causale e l'evento non si sarebbe verificato".

Altre cause, secondo i periti del gip sono le "carenze progettuali", le "mancanze di specifiche tecniche adeguate sulle guaine dei cavi e sulle modalità di iniezione", "difetti costruttivi in fase di realizzazione", "carenze di controlli in fase di costruzione da parte della direzione dei lavori e della commissione di collaudo". E, ancora, gli esperti hanno riscontrato una "mancata esecuzione di indagini specifiche necessarie per verificare lo stato dei trefoli dei gruppi primari così come raccomandato dal 1985" e "assenza di interventi di restauro e riparazione che avrebbero dovuto essere eseguiti nel tempo per riparare il tirante difettoso".

I periti hanno anche sottolineato come siano "state trascurate negli anni le indicazioni dello stesso ingegner Morandi con particolare riferimento al degrado degli acciai" dei tiranti. Il progettista aveva posto attenzione al rischio di corrosione dei cavi. Tali raccomandazioni erano particolarmente importanti e rilevanti tenuto conto della straordinarietà dell'opera. Inoltre, dalle prime verifiche, a breve distanza temporale dall'inaugurazione, sia tecnici del gestore sia lo stesso Morandi avevano evidenziato un già diffuso stato di ammaloramento e proposto modifiche di intervento".