Genova, il nuovo ponte (Ansa)
Genova, il nuovo ponte (Ansa)

Roma, 9 luglio 2020 - Altra giornata cruciale nella partita del ponte di Genova e, più in generale, della concessione autostradale. Nuovo ultimatum ad Autostrade: l'azienda dovrà offrire una nuova proposta entro il weekend, che tuteli l'interesse pubblico, a partire dalla revisione delle tariffe, da risorse compensative e da cambio di passo su manutenzione e controlli. È questo, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, l'ultimatum del governo ad Aspi per evitare la revoca della concessione. Le proposte avanzate finora, sarebbe stato ribadito al tavolo al Mit con Atlantia e Aspi, non sono ritenute soddisfacenti e non possono in alcun modo interrompere la procedura di risoluzione della concessione. Già il premier Giuseppe Conte aveva lanciato l'avvertimento, pur consapevole delle possibili "insidie giuridiche". Nel prossimo Consiglio dei ministri sarà affrontata la questione della concessione.

Ieri la Corte costituzionale ha giudicato legittima la decisione di escludere Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Secondo la Consulta, la decisione del legislatore di non affidare ad Autostrade per l'Italia la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso. La decisione della Consulta è giunta nel giorno in cui la ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha confermato che la gestione del nuovo ponte di Genova sarà affidata "pro tempore" ad Autostrade stessa. Un "atto dovuto" dal momento che Aspi è tuttora, e per il momento, il concessionario autostradale.