Genova, 18 ottobre 2018 - Tornano a casa gli sfollati del ponte Morandi. Ma solo il tempo per racimolare poche cose e uscire di nuovo. La commissione tecnica ha dato il via libera alle operazioni che in un primo momento erano state sospese in via precauzionale a causa del forte vento. Così i primi rientri, invece di iniziare alle 08:30 sono slittati alle 09:00. Le 24 famiglie che oggi rientrano a casa hanno a disposizione 50 scatoloni e tempo 2 ore per portare via quanto più possibile. Due persone alla volta per nucleo familiare, accompagnati rispettivamente da due vigili del fuoco. "L'ultimo accesso in programma è alle 17 e si concluderà alle 19", spiega il consigliere delegato alla protezione civile del Comune Sergio Gambino. Si parte dai palazzi di via Porro, più lontani dal ponte. Ritornano a casa i residenti dei civici 5, 6, 11 e 16. Soddisfatto il governatore della Liguria Giovanni Toti, che con il rientro degli sfollati dichiara: "possiamo considerare conclusa l'emergenza abitativa". Resta invece aperta la discussione sulla costruzione del nuovo ponte. Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario straordinario alla ricostruzione, dichiara: "daremo un nuovo ponte a Genova entro Natale 2019". 

LE STORIE DEGLI SFOLLATI - "Ho una lista di cose da prendere", afferma Giusy Moretti, portavoce del comitato sfollati del ponte Morandi. Due ore non sono tante per ritrovare le proprie cose tra quelle mura abbandonate di corsa lo scorso 14 agosto. "È il meglio che abbiamo potuto ottenere - dice - e comunque potremmo ritentrare altre volte. Mia figlia vuole la sedia a dondolo, spero di riuscire a prenderla. E poi vorrei l'orologio di mio padre, quello che gli hanno regalato quando è andato in pensione dalle Ferrovie". Alle sue spalle i monconi del viadotto, monumento di una tragedia che mai avrebbe immaginato. "Paura del ponte? Non l'ho mai avuta, neppure il giorno che è caduto". Non la pensa così Lucilla mentre aspetta accanto alle tende dei volontari il suo turno per tornare a casa. "Sono qui per la nonna - racconta - ma lì non ci rientro, va mia nipote. Un anno fa è mancato mio padre e non voglio metterci più piede". La nonna, 90 anni, ha alle spalle una vita da musicista e compositrice. Tra le cose da prendere a casa la nipote ricorda "due pianoforti in miniatura da scollare piano da una mensola, come mi ha detto la nonna". Sono i ricordi di una vita, trascorsa per la maggior parte degli anni proprio sotto il ponte Morandi.

LA CASA ALLAGATA - Uno degli abitanti di via Porro non ha potuto raccogliere le sue cose perché una volta accompagnato dai vigili del fuoco all'interno della sua abitazione ha trovato la casa completamente allagata a causa dell'acqua piovana fuoriuscita dalle cisterne di raccolta situate sul tetto del palazzo. Così l'uomo ha dovuto rinunciare al momento a riempire i 50 scatoloni a disposizione. L'allagamento è avvenuto proprio nel condominio dove ha casa anche Franco Ravera, presidente del Comitato sfollati del ponte Morandi, che ha commentato: "Mi preparo al peggio, sperando nel meglio". Si tratta di "una sfortuna nella sfortuna - ha aggiunto. Speriamo sia solo una situazione circoscritta".