Il termopolio scoperto a Pompei (Ansa)
Il termopolio scoperto a Pompei (Ansa)

Pompei (Napoli), 26 dicembre 2020 - Ennesima, straordinaria, scoperta a Pompei. Dagli scavi riaffiora un termopolio (Thermopolium in latino), vale a dire una sorta di capanno di street food ante litteram che era aperto nel 79 dopo Cristo, anno dell'eruzione che coprì la città flegrea. Sembra una fotografia di quell'istante, quando il materiale piroplastico sommerse Pompei. 

Ad anticipare la scoperta il direttore ad interim del Parco Archeologico, Massimo Osanna, che parla di un ambiente quasi totalmente integro, con piatti di ogni tipo, compreso un pezzo di capretto, alcune lumache e una sorta di "paella" dei tempo. Nei recipienti del termopolio, pentole in coccio, anche tracce di alimenti che venivano venduti in strada. Cibo di quasi duemila anni fa.

Gli affreschi

Non manca la parte decorativa, da lasciare sbalorditi: emergono affreschi di una ninfa marina a cavallo, di due oche germane appese per i piedi, un gallo, un cane al guinzaglio sopra cui un buontempone aveva addirittura graffito un insulto omofobo. Sono talmente realistici da sembrare dipinti in 3 dimensioni.  

Il termopolio

I pompeiani erano soliti consumare cibo e bevande calde all'aperto. Il termopolio consisteva un grande bancone ad "elle". Nel locale, dotato di secondo ambiente sul retro e di un piano superiore, sono stati trovati i resti di due uomini. Uno dei due, all'incirca cinquantenne, stando all'ipotesi dell'antropologa Valeria Amoretti, era sdraiato su un letto nel retrobottega, le ossa dell'altro - fatta eccezione per un piede - sono state trovate invece in un grande vaso, con tutta probabilità occultate lì da scavatori forse addirittura del XVII secolo che avevano indagato una parte di questo ambiente.

Due uomini nella bottega

Lo scenario offre uno spaccato degli ultimi momenti che hanno preceduto l'eruzione: la bottega sembra essere stata "chiusa in tutta fretta e abbandonata dai proprietari ", spiega Osanna. Ma è possibile che "qualcuno, forse l'uomo più anziano, fosse rimasto al suo interno e che sia morto nella prima fase dell'eruzione, schiacciato dal crollo del solaio".

Tuttavia, le ossa rinvenute appartengono a due uomini. Chi poteva essere il secondo? Secondo il direttore del Parco potrebbe essere "un ladro o un fuggiasco affamato, entrato per racimolare qualcosa da mangiare e sorpreso dai vapori ardenti con in mano il coperchio della pentola che aveva appena aperto".

Dove si trova

Lo scavo è collocato nella Regio V, davanti a una piazza di grande passaggio all'angolo fra il vicolo dei Balconi e la casa delle Nozze d'Argento. Già individuato e parzialmente scavato nel 2019, del termopolioquando era riemersa al tempo l'impronta lasciata sulla cenere da uno dei grandi portoni in legno. Nel 2019 era stato ritrovato il balcone del primo piano, insieme con una prima parte del bancone, quella che si affacciava sulla piazza, tra le più frequentate a Pompei, con la sua bella fontana in marmo.

Forse per alludere al monumento che si trovava all'esterno, racconta Osanna, "quella prima parte del bancone era decorata con un tema mitologico, una Nereide che cavalca uno straordinario ippocampo dal corpo trasformato in un arcobaleno di colori". Ma sono stati gli scavi successivi, arrivati al clou nelle scorse settimane, a restituire la grande mole di informazioni che questa bottega dell'antichità potrà aggiungere alla conoscenza della storia.

Gli studi

A Pompei gli scavi non si sono fermati neanche per un giorno, pure in lockdown. Secondo Osanna il rinvenimento rappresenta "un'incredibile fotografia del giorno dell'eruzione" e una svolta per gli studi sulla vita, usi, ma soprattutto alimentazione dell'epoca. "Sarà un dono di Pasqua per i visitatori", dice. Plauso anche da ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: "Un esempio virtuoso per la ripresa del Paese", dice il titolare del Mibact. .