Pompei, 6 novembre 2021 - Gli scavi di Pompei non smettono di stupire. L'ultimo tesoro riportato alla luce è la stanza degli schiavi: tre letti di corde e legno con ancora i segni delle stuoie che li ricoprivano, accanto il vaso da notte. Un ambiente praticamente intatto che si trova nella villa di Civita Giuliana. E' una "scoperta eccezionale" commenta il direttore del Parco Zuchtriegel. Stavolta ancora più eccezionale delle altre. E' infatti "rarissimo che la storia restituisca i particolari della vita dei più umili", così poco conosciuta e indagata.  Accanto ai giacigli degli schiavi i resti degli strumenti di lavoro, il timone del carro, i finimenti dei cavalli e grande anfore. Uno spettacolo fotografato e rilanciato sui social dal Ministero della Cultura. 

I dettagli della stanza

La stanza si trova non lontano dal luogo dove è stato rinvenuto lo scorso gennaio un carro cerimoniale, ora al restauro. Proprio la manutenzione e preparazione del carro era una delle mansioni degli schiavi, incaricati dei lavori quotidiani nella villa romana. Nei pressi anche la stalla emersa nel 2018. Il locale contiene tre brandine in legno e una cassa lignea con oggetti in metallo e in tessuto che sembrano far parte dell'equipaggiamento dei cavalli. Inoltre, appoggiato su uno dei letti, è stato trovato un timone di un carro, di cui è stato effettuato un calco. 

I letti sono composti da poche assi lignee: due hanno una lunghezza pari a 1,70 m circa, un letto misura appena 1,40: potrebbe essere di un ragazzo o di un bambino. La rete dei letti è formata da corde, al di sopra delle quali furono messe coperte in tessuto, anch'esse conservate come cavità nel terreno e restituite attraverso il metodo dei calchi. Al di sotto delle brandine si trovavano pochi oggetti personali, tra cui anfore poggiate per conservare oggetti, brocche in ceramica e il ''vaso da notte.'' L'ambiente era illuminato da una piccola apertura in alto sulle pareti disadorne. 

"Una delle scoperte più emozionanti nella mia vita da archeologo"

Si tratta di una finestra nella realtà precaria di persone che appaiono raramente nelle fonti storiche, scritte quasi esclusivamente da uomini appartenenti all'élite, e che per questo rischiano di rimanere invisibili nei grandi racconti storici -. dichiara il Direttore Generale, Gabriel Zuchtriegel -. Quello che colpisce è l'angustia e la precarietà di cui parla questo ambiente, una via di mezzo tra dormitorio e ripostiglio di appena 16 mq, che possiamo ora ricostruire grazie alle condizioni eccezionali di conservazione create dall'eruzione del 79 d.C. È sicuramente una delle scoperte più emozionanti nella mia vita da archeologo". 

''Questa nuova incredibile scoperta a Pompei dimostra che oggi il sito archeologico è diventato non soltanto una meta tra le più ambite al mondo, ma anche un luogo dove si fa ricerca e si sperimentano nuove tecnologie -, commenta il Ministro della Cultura, Dario Franceschini - Pompei è un modello di studio unico al mondo''.