Poliziotti haitiani davanti al murale dedicato al presidente ucciso
Poliziotti haitiani davanti al murale dedicato al presidente ucciso
di Giampaolo Pioli NEW YORK (Usa) Nessuno crede a nessuno. Il capo della polizia nazionale Leon Charles annuncia che quattro dei "mercenari killer" che hanno assassinato il presidente di Haiti, Jovenel Moise, e ferito la moglie sono stati uccisi durante una sparatoria e altri due catturati. Ma il mistero sull’esecuzione resta e preoccupa l’intero centro America. Port Au Prince è una terra di nessuno controllata dalle gang delle quali anche Moise si era servito prima di entrare in rotta di collisione con loro. In queste ore è in atto una gigantesca caccia all’uomo perché i membri del commando in mimetica nera, che ha...

di Giampaolo Pioli

NEW YORK (Usa)

Nessuno crede a nessuno. Il capo della polizia nazionale Leon Charles annuncia che quattro dei "mercenari killer" che hanno assassinato il presidente di Haiti, Jovenel Moise, e ferito la moglie sono stati uccisi durante una sparatoria e altri due catturati. Ma il mistero sull’esecuzione resta e preoccupa l’intero centro America. Port Au Prince è una terra di nessuno controllata dalle gang delle quali anche Moise si era servito prima di entrare in rotta di collisione con loro. In queste ore è in atto una gigantesca caccia all’uomo perché i membri del commando in mimetica nera, che ha dato l’assalto alla villa del presidente, erano molti di più dei quattro uccisi e degli altri catturati. Non si sa ancora che tipo di resistenza abbia opposto la guardia presidenziale o se molti agenti fossero in realtà complici degli assassini.

Intanto, continuano lo "stato d’assedio" e il coprifuoco, imposti dal primo ministro ad interim Claude Joseph, di fatto autoproclamatosi uomo forte e reggente del Paese. Ariel Henry, il premier designato da Moise a sostituirlo proprio due giorni fa ha rivendicato il suo ruolo: "Il primo ministro sono io, Joseph era solo ad interim e non era premier quando Moise è stato ucciso".

Chi guidi la polizia e le forze di sicurezza in questo clima di caos, non è dato sapere. La comunità internazionale, da papa Francesco al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, hanno condannato duramente l’assassinio di Moise, mentre tra le ipotesi dei mandanti si fa largo l’ipotesi di oligarchi senza scrupoli che puntano su terrore e miseria per controllare il Paese. Haiti, che registra dati spaventosi riguardo ai contagi da Covid, non ha ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino.

Se l’America di Biden assicura che "proteggerà la popolazione" e invierà aiuti e farmaci, non è affatto chiaro quali siano in queste ore i referenti della Casa Bianca, visto che il Parlamento haitiano non è in funzione e il presidente della Corte suprema è morto a giugno per il virus senza mai essere sostituito.

La presunta cattura di due membri del commando e di un misterioso mercenario americano, che avrebbe fatto parte di un gruppo di sette paramilitari arrivati con un volo privato, non è detto che basti per scoprire i veri mandanti, probabilmente all’interno del Paese.

Tutti gli uomini che hanno partecipato all’agguato erano vestiti con tute speciali simili a quella della Dea americana e questo avrebbe permesso agli assalitori di guadagnare qualche minuto con l’effetto sorpresa. Sul corpo di Jovenel Moise, un discusso esportatore di banane prima di entrare in politica, sono stati trovati i fori di 12 proiettili di grosso calibro. L’ambasciatore haitiano a Washington, Bocchit Edmond, sostiene che "l’attacco è stato messo in atto da mercenari e ci sarebbe un video che lo conferma".

Molti Paesi, compresa l’Italia, invitano le autorità a ristabilire l’ordine e a far cessare lo stato d’assedio. L’America chiede alle autorità di Haiti di garantire la convocazione di nuove elezioni presidenziali e parlamentari trasparenti sotto la vigilanza di organismi internazionali entro dicembre.