di Claudia Marin Hanno dato e stanno dando il massimo nel fronteggiare, in condizioni emergenziali e gravissime, la pressione della pandemia sugli ospedali. Ma medici e infermieri vengono da anni di tagli e di pensionamenti, come anche di blocco del turn over, con il risultato che oggi si ritrovano a gestire il Coronavirus in condizioni lavorative estreme: sovraccarichi di lavoro, sottodimensionati e con la preoccupazione di contagio, aggravata dalla presenza di un personale non più giovanissimo. È lungo queste linee che si delinea la radiografia del report...

di Claudia Marin

Hanno dato e stanno dando il massimo nel fronteggiare, in condizioni emergenziali e gravissime, la pressione della pandemia sugli ospedali. Ma medici e infermieri vengono da anni di tagli e di pensionamenti, come anche di blocco del turn over, con il risultato che oggi si ritrovano a gestire il Coronavirus in condizioni lavorative estreme: sovraccarichi di lavoro, sottodimensionati e con la preoccupazione di contagio, aggravata dalla presenza di un personale non più giovanissimo.

È lungo queste linee che si delinea la radiografia del report della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro "Medici e infermieri, tra sottodimensionamento degli organici, rischi alla salute ed esigenze di conciliazione" che fotografa le fragilità del Sistema sanitario alle prese con l’emergenza. Una situazione, quella di medici e infermieri che, insieme con lo stress emotivo prodotto dall’eccezionalità delle condizioni di lavoro e dalle inefficienze del sistema, rischia di metterne a dura prova la capacità di tenuta. Oltre al calo fisiologico (del 5% per i medici e del 3 per gli infermieri) registrato nel decennio dal 2008 al 2018 – scrivono i ricercatori – si sono sommate tendenze strutturali anche più devastanti: il blocco del turnover che ha portato ad una drastica riduzione delle figure sanitarie, con notevoli differenze tra le regioni e con cali significativi nel Mezzogiorno (dal meno 13 al meno 17 in Sicilia, Calabria e Campania) con una riduzione del 10,6% del personale medico e del 6,8% di quello infermieristico; in secondo luogo lo stesso blocco ha comportato un innalzamento significativo dell’età media del personale in forza. Aspetto che, da un lato, valorizza esperienza e professionalità, dall’altro lato vede esposto ad un carico di lavoro crescente un personale sempre più anziano. Tanto che la quota di medici con più di 59 anni è passata dal 7,3% al 28,5%, mentre quella degli "under 50" è scesa dal 41,8% al 38,1%. E anche per gli infermieri si riscontra una simile tendenza: passa dal 32,7% al 46,3% la quota di chi ha più di 50 anni, mentre resta tendenzialmente stabile quella dei giovani, con meno di 35 anni.

"Non bisogna infine dimenticare che tra medici e infermieri ci sono delle madri: un universo che tra restrizioni, scuola a distanza e carico di lavoro rischia non solo di contagiarsi, ma di venire sottoposto ad un logorio psico-fisico che potrebbe determinarne il burnout", osserva il Presidente della Fondazione Rosario De Luca. Dal report emerge che nella professione infermieristica le donne rappresentano il 75,7% degli occupati. Intanto a Modena l’azienda ospedaliero universitaria ha creato una task force di camici bianchi anti Covid dedicata esclusivamente al personale sanitario (ma anche amministrativo) di Policlinico e ospedale civile. Per garantire a tutti il diritto alla salute.