Verso la fine di questa settimana dovrebbero arrivare i primi fondi dall’Europa legati al Pnrr: la tranche sarà da 25 miliardi. Intanto, i ministeri si stanno già muovendo per non farsi trovare impreparati, istitutendo: una ’Pnrr Academy’ per insegnare ai tecnici le nuove regole sugli appalti...

Verso la fine di questa settimana dovrebbero arrivare i primi fondi dall’Europa legati al Pnrr: la tranche sarà da 25 miliardi. Intanto, i ministeri si stanno già muovendo per non farsi trovare impreparati, istitutendo: una ’Pnrr Academy’ per insegnare ai tecnici le nuove regole sugli appalti sostenibili, consultazioni pubbliche per gli investimenti Italia a 1 Giga e Italia 5G, un Portale Unico per il reclutamento di professionisti ed esperti.

Per completare la struttura di governance

il premier Mario Draghi in settimana dovrebbe istituire anche la segreteria tecnica, che accompagnerà i lavori della cabina di regia politica e sarà operativa fino al 2026 superando, quindi, la durata stessa dell’esecutivo.

Incassata la prima tranche il primo vero test sarà a inizio del prossimo anno quando andranno mostrati risultati concreti per continuare a ricevere i fondi. I primi impegni, comunque, saranno facilmente rispettati anche perché gli impieghi per il 2021 sono quasi tutti su progetti precedenti già avviati, con le risorse europee che andranno a sostituire fondi nazionali. L’anticipo nel 2021 sarà distribuito in oltre 120 progetti, alcuni già partiti a fine 2020. Le spese si aggirano attorno ai 14 miliardi: oltre all’Alta Velocità e ai trasporti, tra le voci più consistenti ci sono il programma Transizione 4.0, cioè gli incentivi a sostegno della transizione digitale per le imprese (oltre 1,7 miliardi) e il rifinanziamento del Fondo Simest (1,2 miliardi), mentre oltre un miliardo andrà ai Comuni.