Bologna, cassonetto per la raccolta della plastica pieno (Fotoschicchi)
Bologna, cassonetto per la raccolta della plastica pieno (Fotoschicchi)

Roma, 9 novembre 2019 - C’è troppa plastica abbandonata in giro, troppe sanzioni non coordinate e non sempre applicate e i cittadini chiedono certezze. Colpire gli incivili, chi la plastica la disperde nell’ambiente invece di riciclarla e la fa finire nelle campagne, nei fiumi, nel mare. O magari la getta nell’indifferenziata. La legge per colpire duro chi se ne infischia dell’ambiente e abbandona rifiuti c’è. È l’articolo 255 del codice dell’ambiente che per i privati cittadini prevede pene da 300 a 3 mila euro, che diventano 6 mila nel caso di rifiuti pericolosi. E per attività professionali o addetti alla raccolta, al trasporto o al recupero fa scattare il reato penale con sanzioni da 3 mesi a 1 anno e da 2.600 a 26 mila euro, che per rifiuti pericolosi salgono a da 6 mesi a 2 anni.

Ma ci sono anche le normative comunali, che prevedono sanzioni amministrative che – come per la suddivisione dei rifiuti – variano di regione in regione, di comune in comune e non contribuiscono certo a fornire un quadro chiaro ai cittadini. Le sanzioni minime per l’abbandono di rifiuti variano da 50 a 104 euro, quelle massime toccano, come a Milano, Bologna, a Napoli o a Firenze, i 500-600 euro. E i Comuni hanno capito che applicarle non è solo giusto per cercare di colpire i furbetti del cassonetto, ma anche può essere un affare. Perché ogni chilo di plastica sottratto alla differenziata è un introito in meno per il Comune e perché colpendo gli incivili si raccolgono somme i mportanti.

A Bologna si sono fatte in 5 anni (2012-2017) circa 4 mila multe, per un importo totale di 200 mila euro. A Bareggio (Milano) quest’anno una sessantenne con il vizio di abbandonare la spazzatura nel canale di via Redipuglia si è vista recapitare un conto da 2.500 euro per 5 multe. E nel 2018 in molti Comuni le multe sono cresciute sia in numero che in importo. Uno degli strumenti utilizzati con maggiore efficacia per beccare sul fatto gli incivili sono le microtelecamere come quella che ha beccato la sessantenne milanese .

I vigili urbani le hanno installate a Roma, Firenze, Bologna, a Genova come a Prato, Lucca, Pistoia, Grosseto. A Modena come a Rimini, Reggio Emilia, Ravenna, Imola e Cesena. A Perugia e Bari come a Brescia, Monza e Varese, a Palermo e Messina come ad Ancona, Macerata e Fano. A La Spezia i video (con i volti dei responsabili oscurati per la privacy) dopo la multa sono anche finti anche sul sito del Comune. E ad Ancona è possibile segnalare ad Anconambiente gli incivili inviando una foto delle loro in caute gesta.

Ovunque, in un modo o nell’altro i risultati ci sono stati. Ma occorre fare di più. Quello che servirebbe è una armonizzazione delle sanzioni amministrative, anche per evitare il fenomeno del ‘turismo dei rifiuti’, nel quale residenti di comuni più ‘severi’ caricano i rifiuti in auto e li vanno a scaricare nel comune vicino. Molti Municipi hanno sanzioni ad hoc per questo (di solito un minimo di 160 euro), che si sommano a quelle per l’abbandono del rifiuto. Ma andrebbe anche qualifica ta la sanzione per il tipo di rifiuto.
Oggi la differenziazione c’è solo per per i rifiuti speciali, che sono molto più inquinanti. Ma sarebbe anche da valutare un aumento delle sanzioni per la plastica, il vetro e i metalli. Utile a recuperare quanto finisce per le strade, nelle campagne, nei fiumi è anche l’installazione di macchine compattatici che compensino con soldi o altre utilità (biglietti per l’autobus ad esempio). In Italia ce ne sono un centinaio, in altri paesi, migliaia. Ma il, ministero dell’Ambiente intende promuoverne l’installazione con incentivi ad hoc già in questa finanziaria. "L’Italia – osserva il Wwf – ha politiche innovative per la riduzione dell’uso di plastica"."Le priorità per il nostro Paese – prosegue l’assoiazione – riguardano l’introduzione di nuovi divieti per oggetti in plastica monouso, il sostegno ai comuni, l’incremento del tasso di riciclo e l’ampliamento del mercato delle materie secondarie". E più multe per gli zozzoni.