Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, 52 anni, del Partito Democratico
Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, 52 anni, del Partito Democratico
di Antonio Troise Arriva la stretta del governo per fermare le stragi sul lavoro. Il decreto che ritocca le attuali norme sulla sicurezza potrebbe essere approvato già entro la prossima settimana. A imprimere una netta accelerazione al provvedimento anche le ultime notizie di cronaca. Ieri, in Calabria, l’ennesima tragedia. Vittime, quattro componenti della stessa famiglia che lavoravano alla vendemmia e sono morte per le esalazioni da una cisterna di mosto. In gravi condizioni anche una donna. È ormai un vero e proprio bollettino di guerra quello che si registra nel nostro Paese: in media, tre morti...

di Antonio Troise

Arriva la stretta del governo per fermare le stragi sul lavoro. Il decreto che ritocca le attuali norme sulla sicurezza potrebbe essere approvato già entro la prossima settimana. A imprimere una netta accelerazione al provvedimento anche le ultime notizie di cronaca. Ieri, in Calabria, l’ennesima tragedia. Vittime, quattro componenti della stessa famiglia che lavoravano alla vendemmia e sono morte per le esalazioni da una cisterna di mosto. In gravi condizioni anche una donna.

È ormai un vero e proprio bollettino di guerra quello che si registra nel nostro Paese: in media, tre morti al giorno. Un numero inaccettabile, che ha spinto il premier Mario Draghi a intervenire in prima persona. Fra le novità più significative del provvedimento allo studio, la possibilità di sospendere le attività nelle imprese che non rispettano le regole anche in assenza di recidiva. Via libera anche ai Comitati misti composti da datori di lavoro e dipendenti per condividere le misure destinate a contrastare gli incidenti in azienda. Al ministero del Lavoro stanno sistemando gli ultimi capitoli del provvedimento che recepisce, in gran parte, il documento già presentato nei giorni scorsi alle parti sociali. Lo scontro è stato particolarmente acceso soprattutto sul capitolo dell’inasprimento delle pene. Attualmente, infatti, la sospensione delle attività in caso di gravi violazioni è prevista solo se l’infrazione è reiterata. Ma, in assenza di una banca dati centralizzata, è sempre stato difficile passare dalle parole ai fatti. Ora la sospensione dovrebbe scattare subito, per dare tempo alle aziende di mettersi in regola con le norme e solo dopo riaprire i battenti.

Un inasprimento dell’attuale quadro normativo che però non piace per nulla a Confindustria. Il decreto dovrebbe non solo dare il via libera alla realizzazione del database degli incidenti, ma prevede anche l’assunzione di 2mila nuovi ispettori: un piano già annunciato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ma mai effettivamente realizzato. Gli ispettori avranno anche maggiori poteri, con competenze estese a tutti i settori, sul modello di quello che già avviene per le Asl. La soglia dei lavoratori in nero oltre la quale scatta la sospensione delle attività passerà dall’attuale 20% al 10%. Via libera anche ai Comitati misti sulla sicurezza.

Per Confindustria si tratta di un passaggio fondamentale anche per limitare, in qualche modo, le responsabilità penali dei datori di lavoro che hanno scelto un modello collaborativo per la prevenzione degli incidenti. Ma su questo capitolo la discussione è ancora aperta, con il ministro Orlando che non ha nascosto perplessità. Nel decreto dovrebbero poi essere previsti stanziamenti ad hoc, anche a carico del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) per la formazione continua dei lavoratori sul fronte della prevenzione degli incidenti. All’orizzonte resta, poi, l’idea di costituire una Procura nazionale sicurezza e lavoro: il disegno di legge potrebbe essere calendarizzato a breve per approdare in Parlamento.