Fabrizio Fracassi, 64 anni, è sindaco di Pavia dal maggio di due anni fa
Fabrizio Fracassi, 64 anni, è sindaco di Pavia dal maggio di due anni fa
di Stefano Zanette Movida e malamovida tengono ostaggio anche il centro storico di Pavia. Perché? "È un problema non locale ma generale – risponde il sindaco Fabrizio Fracassi – lo abbiamo a Pavia come in tutte le città, anzi noi siamo considerati da bollino giallo, non rosso". Un problema che c’era anche prima della pandemia, ma che si è aggravato dopo il lockdown? "Si era già aggravato negli anni, con le riaperture dopo il lockdown ha raggiunto il culmine. Ora...

di Stefano Zanette

Movida e malamovida tengono ostaggio anche il centro storico di Pavia. Perché? "È un problema non locale ma generale – risponde il sindaco Fabrizio Fracassi – lo abbiamo a Pavia come in tutte le città, anzi noi siamo considerati da bollino giallo, non rosso". Un problema che c’era anche prima della pandemia, ma che si è aggravato dopo il lockdown?

"Si era già aggravato negli anni, con le riaperture dopo il lockdown ha raggiunto il culmine. Ora siamo riusciti parzialmente a contenere almeno l’aspetto delle risse, che tra primavera ed estate era molto preoccupante". Come?

"Con più controlli, grazie a strette sinergie tra tutti, noi come amministrazione, le forze dell’ordine coordinate dalla prefettura ma anche gli esercenti, che hanno contribuito con l’impiego di steward".

Ed è bastato?

"È servito. Ma c’è l’aspetto preoccupante della mancanza di rispetto anche nei confronti delle forze dell’ordine: non basta schierare uomini in divisa per intimorire, il branco anzi rischia di diventare ancor più pericoloso e cercare lo scontro".

Se non bastano i controlli, cosa serve? "Servirebbe che il sistema funzionasse meglio, a tutti i livelli. Penso agli spacciatori che vengono arrestati ma sono liberi il giorno dopo, ai minorenni che compiono reati gravi come rapine e aggressioni ma sono tutelati per la giovane età. Chi non commette neanche un reato, come lo si punisce? Abbiamo lo strumento delle ordinanze, che funziona ma ci vuole poi il personale che le faccia rispettare. Si dovrebbe aumentare l’uso del Daspo urbano, allontanando dalle nostre città chi crea disordini proprio come si fa negli stadi".

Quindi più repressione?

"Diciamo più applicazione delle norme e più polso nel richiamare chi sgarra alle proprie responsabilità. Ma non solo. Molti problemi nascono dagli orari che si sono dilatati troppo. D’intesa con gli esercenti abbiamo limitato gli orari all’una durante la settimana e alle 2 nei weekend, prorogando l’ordinanza fino al 31 dicembre, con divieti anche per le ore precedenti per la vendita e il consumo di alcol per strada".

E la situazione è migliorata?

"Sì, d’inverno poi la situazione si tranquillizza. Forse quando riapriranno completamente le discoteche potranno tornare a essere valvole di sfogo, in ambiente controllato. Ma se i bar restano aperti tutta notte i problemi si creano, non si risolvono".