Guardia di finanza
Guardia di finanza

Gorizia, 23 settembre 2020 - La Guardia di Finanza di Gorizia, al termine di un'indagine contro i centri di diffusione illegale di contenuti multimediali e, più in generale, di prodotti editoriali coperti dal diritto d'autore, su ordine del Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, ha oscurato 58 siti web illegali, oltre 250 domini web di secondo e terzo e livello e 18 canali Telegram che, attraverso oltre 80 milioni di accessi annuali, rappresentano il 90 per cento della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia.

"Le attività investigativa e repressiva si sono svolte con modalità innovative - ha fatto sapere all'Ansa il colonnello Antonino Magro, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Gorizia - colpendo la capacità di replicarsi in alias dei siti web pirati quando sono sotto attacco". È stata proprio questa capacità di reazione degli esperti informatici delle Fiamme Gialle a permettere all'indagine di "infliggere un colpo ferale a diffusione e domanda - ha aggiunto Magro - cresciute enormemente all'ombra del lockdown da Covid-19, di contenuti multimediali illegali".

Le indagini partite in Friuli Venezia Giulia nei confronti di una persona che si nascondeva col nickname Diabolik, si sono estese prima in Puglia ed Emilia Romagna e poi all'estero (Germania, Olanda e Stati Uniti).  I quattro denunciati - oltre a Diabolik, altri tre che si facevano chiamare Doc, Spongebob e Webflix - secondo le Fiamme gialle sono divenuti nel tempo "veri e propri oracoli della rete" dediti alla diffusione, anche con servizi di messaggistica istantanea e broadcasting, di film di prima visione, prodotti audiovisivi appannaggio delle pay tv, eventi sportivi di ogni genere, cartoni, pornografia, software, giornali, riviste e manuali. Nell'ambito dell'indagine sulle Iptv illegali, sono in corso accertamenti per identificare circa un migliaio di abbonati al cosiddetto 'pezzotto' che verranno segnalati alla magistratura per la violazione della legge sul diritto d'autore, con pene previste fino a 3 anni di reclusione e oltre 25mila euro di multa. I clienti rischiano l'accusa di ricettazione.

Il Colonnello Antonino Magro, comandante della Gdf di Gorizia, ha ricordato come secondo recenti studi l'impatto negativo in termini di Pil della pirateria audiovisiva è pari a circa 500 milioni di euro ed il rischio in termini di posti di lavoro è di circa 6000 unita', con un danno per l'economia italiana che sfiora il miliardo e cento milioni di euro.