di Riccardo Jannello Piove sul tetto ghiacciato del mondo ed è la prima volta che accade. In Groenlandia in una settimana sono precipitate sette miliardi di tonnellate di acqua e il ghiaccio si è cominciato a sciogliere su un’area quattro volte quella del Regno Unito; epicentro della tempesta è stata Summit Camp – 72 gradi Nord, 38 Ovest -, la stazione sulla vetta più alta, 3216 metri sul mare, a un tiro di schioppo dal Polo Nord. Gli scienziati della United States National Science Foundation, una trentina in questa stagione, hanno potuto ammirare un fenomeno unico che dimostra come il cambiamento climatico sulla Terra sia...

di Riccardo Jannello

Piove sul tetto ghiacciato del mondo ed è la prima volta che accade. In Groenlandia in una settimana sono precipitate sette miliardi di tonnellate di acqua e il ghiaccio si è cominciato a sciogliere su un’area quattro volte quella del Regno Unito; epicentro della tempesta è stata Summit Camp – 72 gradi Nord, 38 Ovest -, la stazione sulla vetta più alta, 3216 metri sul mare, a un tiro di schioppo dal Polo Nord. Gli scienziati della United States National Science Foundation, una trentina in questa stagione, hanno potuto ammirare un fenomeno unico che dimostra come il cambiamento climatico sulla Terra sia più che realtà. Le temperature misurate il 14 agosto, la giornata con le maggiori precipitazioni, sono state anche di 18 gradi più elevate della media del periodo nella Regione. A Summit Camp la media giornaliera di agosto è di meno 16. Ieri lungo la costa di Nuuk, la capitale della Groenlandia - che fa parte del Regno di Danimarca – ci sono stati 13 gradi, tre in più della media, ma quella zona risente di una corrente calda oceanica.

"Quello che è accaduto non è un segno salutare per la calotta glaciale – ha dichiarato un glaciologo del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, Indrani Das – L’acqua sul ghiaccio fa male. Rende la calotta più incline a sciogliersi in superficie". Il rischio di situazioni estreme come quelle registrate attorno a Ferragosto è che il ghiaccio sciogliendosi renda il flusso di acqua dolce verso l’Oceano Atlantico settentrionale particolarmente forte e rallenti ben prima di quanto si possa immaginare la Corrente del Golfo, con conseguenze assai complesse da definire sul clima europeo e non solo. La velocità con cui si sta riscaldando la regione artica è quasi il doppio rispetto al resto del pianeta. Se le temperature medie globali sono aumentate di circa un grado dalla metà dell’Ottocento, quelle sull’Artico lo hanno fatto di 1,9 gradi. La pioggia caduta invece della neve a Summit Camp preoccupa gli studiosi.

Il fenomeno che si deve evitare è che i ghiacciai perenni si fondano, come purtroppo sta accadendo in alcune zone dell’Alaska, e l’acqua caduta in quello che è il territorio più freddo della Terra potrebbe costituire un vulnus peggiore di quello causato da estati calde su alcuni ghiacciai dell’emisfero Nord ma a una latitudine inferiore. La stazione di Summit Camp è stata edificata dagli americani nell’aprile 1989 come parte del "Progetto Groenlandia 2" e può essere visitata col permesso delle autorità danesi. La città più vicina è Ittoqqortoormiit, 345 abitanti a 460 chilometri a est-sudest. I collegamenti avvengono con gli Hercules C-130 nel periodo estivo e con speciali velivoli dotati di pattini in inverno.

La temperatura più bassa mai registrata è stata di -63,3 gradi il 21 febbraio 2002, la più alta di 2,2 gradi sopra lo zero il 13 luglio 2012 e il 28 luglio 2017. I recenti episodi sono indicativi di ulteriori cambiamenti immediati? Si sta creando il vortice polare e il freddo scongiurerà la pioggia, ma la prossima estate se il clima si dimostrerà così "pazzo" un altro ghiaccio si scioglierà creando nuovi problemi alla natura e, di conseguenza, all’uomo.