Due soldati dell’esercito israeliano durante gli scontri nella città di Hebron
Due soldati dell’esercito israeliano durante gli scontri nella città di Hebron
di Giampaolo Pioli I morti sono diventati oltre 60 tra i quali anche bambini israeliani e palestinesi. Gerusalemme Tel Aviv e le città limitrofe continuano a bruciare anche durante il coprifuoco mentre la Striscia di Gaza è sempre più devastata dalle bombe ad alta intensità che fanno crollare interi palazzi. Ma le vittime di questa intifada non dichiarata potrebbero raddoppiare prima che si riesca a stabilire un cessate il fuoco. Arabi e israeliani incendiano e devastano i negozi della parte avversa in molte città. La polizia israeliana ha le armi per sparare, gli aerei fanno il resto mentre gli estremisti palestinesi di Hamas non interrompono il loro...

di Giampaolo Pioli

I morti sono diventati oltre 60 tra i quali anche bambini israeliani e palestinesi. Gerusalemme Tel Aviv e le città limitrofe continuano a bruciare anche durante il coprifuoco mentre la Striscia di Gaza è sempre più devastata dalle bombe ad alta intensità che fanno crollare interi palazzi. Ma le vittime di questa intifada non dichiarata potrebbero raddoppiare prima che si riesca a stabilire un cessate il fuoco. Arabi e israeliani incendiano e devastano i negozi della parte avversa in molte città. La polizia israeliana ha le armi per sparare, gli aerei fanno il resto mentre gli estremisti palestinesi di Hamas non interrompono il loro lancio di razzi dalla Striscia di Gaza.

Sono atrocità già viste, parole di condanna inutili e già spese. Gli israeliani dicono "continueremo fino a quando sarà necessario" e Hamas replica "libereremo Gerusalemme".

Dopo le stragi di questi due giorni la Casa Bianca ha finalmente mandato nella regione l’inviato Hady Amr che riferirà direttamente al presidente Biden e al segretario di stato Antony Blinken dopo essersi assicurato di incontrare, nelle prossime ore, le due parti in conflitto per proporre una de-escalation degli attacchi coi razzi e dei contrattacchi.

I missili palestinesi per la prima volta ieri sera sono stati sparati in direzione di Dimona dove ha sede un sito nucleare israeliano, mentre altre decine sono cadute intorno a Tel Aviv.

Un soldato israeliano è morto centrato da un razzo anticarro palestinese mentre i sistemi di difesa Iron Dome, sistemati a protezione delle cittadine più esposte come Ashkelon e Ashdod – anche se hanno intercettato oltre l’85% dei missili lanciati da Gaza – non sono in grado di fornire una copertura totale e il premier Netanyahu teme che le vittime israeliane possano aumentare se non arriverà la tregua nei prossimi giorni.

Tutte le scuole del sud di Israele sono state chiuse e forti militari della stella di David confermano che sono stati centrati a Gaza più di 500 bersagli per demolire la strutture dell’intelligence di Hamas che si proteggeva nel palazzo completamente distrutto e piazzato in mezzo ai quartieri abitativi.

Gli Stati Uniti e l’Europa, pur riconoscendo a Israele il diritto di proteggere la sua popolazione, insistono per contenere le rappresaglie perché stanno colpendo soprattutto i civili.

Il pressing della comunità internazionale su palestinesi e israeliani assume però sfumature diverse e non viene presentata come una linea unitaria, con paesi come la Germania schierata nettamente a difesa di Israele e la Turchia che, invece, promette aiuti diretti ai palestinesi e agli stessi guerriglieri di Hamas e della Jihad islamica.

Netanyahu è convinto che i suoi sono stati bombardamenti chirurgici anche se con forti danni collaterali perché l’unico obiettivo degli israeliani era l’eliminazione del Hamas delle brigate di Al Qassam e di quelle di Gaza City, compreso il responsabile della produzione degli armamenti Jamal Zabadeh.

Ma che il conflitto sia destinato a durare ancora diversi giorni, è dimostrato da una notizia arrivata in tarda serata: Il Gabinetto di Sicurezza israeliano ha approvato l’intensificazione delle operazioni dell’esercito sulla Striscia. Lo riportano i media. Israele si appresta a colpire i simboli del potere di Hamas a Gaza, incluso, ad esempio, il Ministero delle finanze.