Pietro Maso (Ansa)
Pietro Maso (Ansa)

Roma, 5 marzo 2016 - Pietro Maso, l'uomo che il 17 aprile del 1991 uccise i suoi genitori per l'eredità, è ricoverato da due giorni in una clinica psichiatrica di Verona. La notizia è stata confermata da don Antonio Mazzi, secondo il quale negli ultimi giorni la situazione personale di Maso si sarebbe aggravata per un insieme di problemi: dalla separazione alla disoccupazione.

Don Mazzi ha inoltre confermato la disponibilità Maso all'interno della sua comunità Exodus, perchè "non bisogna lasciarlo solo". Negli ultimi mesi, dopo il fallimento del progetto di un centro di recupero da aprire in Spagna, erano arrivati a essere molto tesi anche i rapporti tra lui e le sorelle Nadia e Laura costrette a rivolgersi alle forze dell'ordine dopo aver ricevuto, secondo l'accusa, alcune minacce di morte dal fratello. I controlli a protezione delle due donne sono stati infatti intensificati negli ultimi giorni.

A fine dicembre Nadia Maso incontrò il fratello nella sede di Telepace a Cerna (Verona),  dove il fratello lavorava, e rimase sconvolta. "L'ho visto in uno stato confusionale e di onnipotenza", aveva riferito la donna. "L'ho trovato con deliri euforici che mi hanno lasciato basita e spaventata e mi hanno ricordato lo stato in cui versava nel 1991 prima degli omicidi".  

Poco dopo, a gennaio, l'uomo  aveva rivelato al settimanale 'Chi' di aver scritto una lettera al Papa dove si scusava per quello che aveva fatto e di aver ricevuto dopo qualche giorno una telefonata del Pontefice. "Ora  - aveva detto Maso in quell'occasione - dedicherò la mia vita agli altri".