Luigi Sbarra, segretario della Cisl, e Maurizio Landini (a destra) della Cgil
Luigi Sbarra, segretario della Cisl, e Maurizio Landini (a destra) della Cgil
di Antonio Troise Proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 dicembre, altre 13 settimane di cassa integrazione per le imprese messe in ginocchio dal Covid e rifinanziamento della quarantena assimilabile alla malattia. Arriva anche la stretta in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro: rischiano la sospensione delle attività le imprese con il 10% dei lavoratori irregolari. Il pacchetto-occupazione dovrebbe essere varato oggi dal Consiglio dei ministri, proprio nel giorno in cui entrano in vigore le nuove norme sull’obbligo del Green pass per tutti i dipendenti, pubblici e privati. Un...

di Antonio Troise

Proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 dicembre, altre 13 settimane di cassa integrazione per le imprese messe in ginocchio dal Covid e rifinanziamento della quarantena assimilabile alla malattia. Arriva anche la stretta in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro: rischiano la sospensione delle attività le imprese con il 10% dei lavoratori irregolari.

Il pacchetto-occupazione dovrebbe essere varato oggi dal Consiglio dei ministri, proprio nel giorno in cui entrano in vigore le nuove norme sull’obbligo del Green pass per tutti i dipendenti, pubblici e privati. Un segnale di distensione, messo nero su bianco nel corso dei mini-vertice fra il premier, Mario Draghi e i sindacati che si è svolto ieri.

Una riunione durata poco più di trenta minuti e terminata con una lunga fumata bianca. Cgil, Cisl e Uil, tanto per cominciare, hanno portato a casa lo stop ai licenziamenti per tutto l’anno, anche il benestare della Confindustria, da sempre ostile a questa misura. Il blocco era rimasto in campo solo per le imprese del terziario, del tessile, del sistema moda e dei servizi e avrebbe dovuto essere cancellato a partire dal 31 ottobre.

Il rifinanziamento della cosiddetta Cig-Covid per altre 13 settimane consente a queste imprese di "congelare" le eventuali lettere di licenziamento in attesa della riforma del welfare, che entrerà nella prossima legge finanziaria e che prevede nuove regole per la gestione degli esuberi. "Abbiamo ribadito la necessità di trovare la forma e il modo affinché questo non ricorso ai licenziamenti diventi un vincolo forte da qui alla fine dell’anno. Il decreto del governo va in questa direzione", ha spiegato il leader della Cgil, Maurizio Landini.

Ma non basta. L’esecutivo ha trovato anche i circa 900 milioni necessari per rifinanziare la norma che assimila i giorni di quarantena per i lavoratori colpiti dal Covid a quelli della malattia. Una richiesta che era stata avanzata da tempo dai sindacati ma rimasta, fino a ieri, lettera morta.

Nel decreto legge che sarà approvato oggi dal governo dovrebbe essere inserito anche il capitolo che rifinanzia il congedo al 50% per i lavoratori con figli minori di 14 anni in quarantena o che devono seguire le lezioni a distanza a causa della chiusura dei rispettivi istituti scolastici. Disco verde anche per la sicurezza sul lavoro. Passa la linea dura, voluta dai sindacati e criticata dalla Confindustria, per le imprese che hanno nel loro organico lavoratori irregolari o che violano le norme.

Per gli imprenditori "fuorilegge" scatterà immediatamente la chiusura delle attività, con l’obbligo di pagare lo stipendio ai propri dipendenti per l’intero periodo della sospensione. Inoltre, la soglia del lavoro nero consentita per evitare la chiusura passa dal 20 al 10%. Sarà inoltre rafforzato l’ispettorato del lavoro, con l’assunzione di oltre 2mila unità e creata una banca dati informatica unica che metterà in sinergia le informazioni raccolte dall’Ispettorato nazionale sul Lavoro, l’Inail, le Regioni e le Asl.