di Giovanni Rossi Il cielo anarchico di Roma solcato da botti e fuochi d’artificio – con coreografia improvvisata terrazza per terrazza, da ogni punto cardinale e da ogni quartiere – è la prima istantanea del 2021, inaugurato a piazze vuote e assembramenti di luci. Altro che divieto pirotecnico. L’ordinanza anti-botti della sindaca Virginia Raggi è incendiata senza complimenti nella notte che deve soffocare il 2020 sotto una girandola di colori. Le volanti di poliziotti e carabinieri pattugliano l’asfalto, ma è sopra le loro teste che, a Roma come in gran parte delle principali città d’Italia, va in scena il fulminante...

di Giovanni Rossi

Il cielo anarchico di Roma solcato da botti e fuochi d’artificio – con coreografia improvvisata terrazza per terrazza, da ogni punto cardinale e da ogni quartiere – è la prima istantanea del 2021, inaugurato a piazze vuote e assembramenti di luci. Altro che divieto pirotecnico. L’ordinanza anti-botti della sindaca Virginia Raggi è incendiata senza complimenti nella notte che deve soffocare il 2020 sotto una girandola di colori. Le volanti di poliziotti e carabinieri pattugliano l’asfalto, ma è sopra le loro teste che, a Roma come in gran parte delle principali città d’Italia, va in scena il fulminante addio all’anno più triste. Cascate di scintille illuminano, molto più che in altri Capodanni, la montante voglia di cambiare spartito. Un sentimento che accomuna l’Italia intera.

Alla desolazione delle piazze, da quelle storiche a quelle della movida, tutte svuotate per Dpcm dalle restrizioni antiepidemiche, replicano milioni di occhi all’insù, nell’orizzonte che mescola il rosso, l’arancione e il giallo – le tinte di questa stagione regolatoria.

Celebrazioni senza regia, con decibel da bombardamento. E a Roma una platea di vittime d’alta quota, a corollario dei rituali bollettini ospedalieri. Frastornati da luci e botti, centinaia di uccelli cadono stecchiti come in un film dell’orrore. Vanno a sbattere l’uno con l’altro, oppure si schiantano disorientati contro i palazzi o i cavi dell’alta tensione. Sono storni, soprattutto, ma non solo. La colonia di zona Termini è decimata. Decine di esemplari punteggiano le strade della zona, da via Cavour a via Giolitti, da via Palermo a via del Viminale. Ma il fenomeno appare subito più esteso.

"Gli uccelli dormono sugli alberi e ai primi rumori sospetti si agitano. La paura fa perdere loro concentrazione e questo innesca la strage di innocenti", denunciano le associazioni di tutela. Lipu, Lav, Oipa, Enpa, Leidaa si indignano per la "tragedia annunciata", senza risparmiare critiche all’amministrazione comunale. "Le ordinanze-fotocopia della sindaca, sempre emanate con formula last-minute e a poche ore dal Capodanno, sono inutili se non si pensa a predisporre un valido sistema di controllo dei quartieri ad opera della Polizia di Roma Capitale, come noi abbiamo sempre richiesto. Nemmeno il centro della città viene presidiato", protesta David Nicoli (Lav). Già pronto un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica per un’indagine che possa "far luce su tutte le responsabilità, dirette e indirette, che hanno causato la morte di diverse centinaia di uccelli", nella notte di Capodanno.

Michela Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, parla di "sterminio" e si dichiara stupita per i commenti maldestri "di esponenti della maggioranza pentastellata in Campidoglio, come se fossero passanti e non i responsabili politici di provvedimenti inefficaci e controlli inesistenti". Per l’onorevole azzurra "è ora di vietare per legge la vendita di fuochi d’artificio, provvedendo alla riconversione delle aziende produttrici". Chissà, magari se ne riparlerà tra un anno. Come tradizione.