Una sala d'attesa (Ansa)
Una sala d'attesa (Ansa)

Roma, 11 giugno 2021 - Dopo la morte di Camilla Canepa, la 18enne vaccinata con AstraZeneca e ricoverata a Genova dopo una trombosi al seno cavernoso, cerchiamo di fare chiarezza sulla piastrinopenia, la malattia autoimmune di cui soffriva la ragazza. 

AstraZeneca seconda dose: cosa succede ora

AstraZeneca: circolare del ministero in Pdf

Quando subentrano sintomi tipo un mal di testa opprimente, nausea, torpore, e si sospetta una fenomenologia di tipo trombotico, si può arrivare in casi disperati in terapia intensiva. Come nel caso di Camilla, i medici, come ultima possibilità, tentano in extremis la rimozione del coagulo, e manovre per ridurre la pressione intracranica che si va a determinare, diversamente il cervello soffre per ipertensione endocranica fino alle estreme conseguenze.

Soffrendo, quindi, di piastrinopenia autoimmune familiare e prendendo cure ormonali, Camilla doveva essere lasciata stare, o trattata in alternativa con un vaccino a mRna, in quanto soffriva di una rara patologia autoimmunitaria che colpisce le piastrine, quindi la coagulazione del sangue. Ecco perché in questi casi si sta rivedendo l'opportunità di vaccinare le giovani donne in età fertile e in generale le persone giovani adulte di ambo i sessi con vaccini con virus vivo attenuato (anche Johnson & Johnson monodose rientra in questo gruppo, oltre ad AstraZeneca). Parliamo di vaccini salvavita validissimi, comunque autorizzati per tutti e praticati su milioni di individui, e che salvano in questo modo decine di migliaia di vite umane dalla sindrome da Sars-Cov2, che comporta polmoniti interstiziali, cardiomiopatie, trombosi a livello dei capillari, e risentimenti in tanti altri organi e apparati. Quello che si sta facendo, forti dell'esperienza attuale, è fare in modo che siano protetti contro il Covid con il vaccino giusto persone che diversamente sono esposte a rischio remoto, fosse anche un solo caso su 100mila. Resta quindi aperto il dibattito sulla possibilità di somministrare una dose diversa a quelli che hanno ricevuto la prima dose con AstraZeneca, cioè di proseguire il ciclo vaccinale con un altro prodotto a mRna.

I contagi Coronavirus dell'11 giugno

Piastrinopenia autoimmune familiare

Ma cos'è la piastrinopenia autoimmune familiare? Si intende per piastrinopenia una condizione clinica caratterizzata da una riduzione del numero delle piastrine nel sangue venoso periferico. Nei casi autoimmuni familiari si verificano meccanismi per cui gli anticorpi si rivolgono contro le piastrine, e questi meccanismi vengono trasmessi ai discendenti. Quando un vaccino viene somministrato si sollecitano le difese immunitarie, che in questo caso hanno prodotto un danno a livello della rete venosa intracranica poi verificatasi letale, si parla in questi casi di danno iatrogeno, cioè un danno causato non dalla malattia originaria ma dalla terapia. Sono eventi rarissimi, sono un prezzo da pagare nella battaglia contro la pandemia, ma le autorità sanitarie e regolatorie si adoperano per evitare anche questi effetti collaterali indesiderabili.

Ema: "No Astrazeneca a chi ha permeabilità capillare"

Cosa sono le piastrine

Le piastrine (dette anche trombociti) sono componenti corpuscolate del sangue, quindi derivati da cellule, tasselli di un mosaico che svolgono un importante ruolo nei meccanismi a cascata della coagulazione del sangue insieme agli enzimi della coagulazione. La loro funzione è fermare l'emorragia nelle ferite (emostasi). Sono presenti nel sangue circolante per il 70%  e nella milza per il restante 30%. Hanno una sopravvivenza media di 10 giorni.

Quali sono le cause del calo delle piastrine?

Le cause della piastrinopenia possono essere legate alla ridotta produzione per cause svariate (infiltrazione del midollo osseo da parte di tumori, per aplasia midollare, infezioni, carenza di vitamina B12 o di acido folico, per sindromi mielodisplastiche). In alternativa le piastrinopenie possono verificarsi per da aumentata distruzione delle piastrine, per cause immunologiche (autoanticorpi). In tanti altri casi possiamo avere piastrinopenia, da aumentato consumo di piastrine  per CID, coagulazione intravascolare disseminata, oppure per un funzionamento anomalo della milza

Astrazeneca, le regole negli altri Paesi europei

Piastrinopenie ereditarie

Le piastrinopenie possono essere ereditarie, derivanti da alterazioni genetiche (cosiddette mutazioni) che si trasmettono dai genitori ai figli. La piastrinopenia ereditaria può essere corretta con un trapianto di midollo, altre volte si cerca di sopperire con terapie ormonali. Il trapianto è stato sinora utilizzato con successo in molti casi di Sindrome di Wiskott-Aldrich e di Trombocitopenia amegacariocitica congenita, oltre che in un numero limitato di casi particolarmente gravi di Sindome di Bernard-Soulier.

Trombosi del seno cavernoso e vaccino anti-Covid

Abbiamo chiesto al professor Sergio Coccheri di spiegarci il meccanismo che entra in gioco dopo la vaccinazione con AstraZeneca. "I disturbi vaccinali più consueti e quasi banali, come la febbre, la spossatezza, la cefalea, le vertigini, i dolori articolari - ha spiegato il professore, già ordinario di malattie cardiovascolari all'Università di Bologna - sono in genere comuni ad ogni tipo di vaccino. Solo alcuni tipi di effetti avversi sono invece specifici di un particolare tipo di vaccino. Talora, l’effetto avverso assomiglia, magari con qualche variante, alla malattia che si vuole prevenire. Tipico esempio di questa eventualità fu la comparsa di rarissimi casi di disturbi motori in bambini vaccinati contro la poliomielite. Per casi come questi sembra appropriato sospettare un rapporto causale tra vaccinazione ed effetto avverso".

Una situazione analoga si è verificata recentemente con la comparsa di casi con evidente componente trombotica, spiega lo specialista, dopo somministrazione di due tipi di vaccini anti-Covid abbastanza simili tra loro (Astra Zeneca e di Johnson & Johnson). Si tratta di un tipo particolare di trombosi, associato ad una produzione di anticorpi contro le piastrine del sangue (implicate nell’emostasi), con conseguente coesistenza di trombosi ed emorragie, in sedi insolite. Questa assai rara reazione anomala è stata chiamata VITT (Vaccination Induced Thrombotic Thrombocytopenia). Si tratta di una trombosi anomala, ma pur sempre di una trombosi.