di Massimo Donelli Avete mai visto Il castello delle cerimonie su Real Time? No? Allora ignorate che cosa sia oggi il matrimonio nella terra di Renzo e Lucia: una carnevalata. Abiti da sposa stile Belen Rodriguez a Sanremo 2012, quindi provocatoriamente scollati davanti, dietro e perfino sui fianchi. Abiti da sposo che ricordano l’abbigliamento barocco di Don Diego de la Vega, alias Zorro. Carrozze bianche più fastose di quella nera noleggiata dal clan Casamonica per il funerale del boss Vittorio. E, al ricevimento, show con ballerine brasiliane seminude, drag queen, canzoni piene di...

di Massimo Donelli

Avete mai visto Il castello delle cerimonie su Real Time? No? Allora ignorate che cosa sia oggi il matrimonio nella terra di Renzo e Lucia: una carnevalata. Abiti da sposa stile Belen Rodriguez a Sanremo 2012, quindi provocatoriamente scollati davanti, dietro e perfino sui fianchi. Abiti da sposo che ricordano l’abbigliamento barocco di Don Diego de la Vega, alias Zorro. Carrozze bianche più fastose di quella nera noleggiata dal clan Casamonica per il funerale del boss Vittorio. E, al ricevimento, show con ballerine brasiliane seminude, drag queen, canzoni piene di doppisensi, sguaiataggini varie.

L’occhio della tv permette di capire perché i matrimoni che si celebrano in Italia (sempre meno) spesso si concludano con una separazione (sempre più): tanti si sposano senza aver coscienza di che cosa sia un’unione celebrata davanti al sacerdote o in municipio. Ovvero – giova ricordarlo – un impegno serio in entrambi i casi, addirittura sacro nel primo dei due. Invece, il matrimonio, come San Silvestro, Ferragosto o, appunto, Carnevale, sembra essere diventato, in molti casi, un momento per fare casino con parenti e amici.

Per esempio, pur di sposarsi al castello (si fa per dire), ossia il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate (Napoli), gli sposi non badano a spese. E il massimo, è appunto, mostrarsi in tv, nel programma ormai cult e che spesso assume contorni orgiastici da grande abbuffata, con cantanti neomelodici che sfoggiano capelli tinti e improbabili riporti, balli pieni di allusioni sessuali, show-girl sgangherate e seminude incaricate di animare la festa.

Non manca, ovviamente, l’altra faccia della medaglia. Più sciccosa, diciamo. Alla Enzo Miccio. Napoletano, 49 anni, di professione wedding planner, diventato celebre grazie al programma Ma come ti vesti?, Miccio organizza matrimoni dalla A alla Z: abiti, addobbi floreali, bomboniere, trasporti, location, video, fotografie, disposizione ai tavoli, animazione, menù… Con grande gioia, soprattutto, di mamme e figlie, che se lo contendono come se fosse una star di Hollywood per avere il matrimonio elegante.

Miccio non è l’unico sul mercato. Vanta, per dirla con La settimana enigmistica, innumerevoli tentativi di imitazione. Una moda, insomma. Un bisogno indotto dalla tv, dove spopolano i canali e i programmi incentrati sulle nozze (tra i tanti, Abito da sposa cercasi e il popolarissimo Matrimonio a prima vista). Una sorta di grande delirio collettivo che oscura il vero significato del sì e svuota le tasche delle famiglie. Tutto quanto precede spiega perché la pandemia ha fatto crollare i matrimoni in Italia: meno 80%, secondo l’Istat, nel secondo trimestre dello scorso anno rispetto allo stesso periodo del 2019. Eppure nemmeno la guerra e un duro dopoguerra fermarono le nozze. Perché allora la felicità era andare a vivere insieme comprando il tinello a rate. E pazienza se non c’era l’abito bianco. E neanche un soldo per la luna di miele. Allora bastava l’amore. Oggi viene prima la festa…