"Perché il 44enne polacco del Viterbese non aveva il braccialetto elettronico? Fa rabbia, questa tragedia si poteva evitare, se solo il Codice rosso prevedesse l’obbligo del braccialetto – invece dell’uso a discrezionalità del giudice – per chiunque sia stato denunciato per stalking e violenze domestiche", tuona l’avvocato Domenico Musicco, presidente Avisl (Associazione vittime incidenti stradali, sul lavoro e malasanità). Il dispositivo, nato...

"Perché il 44enne polacco del Viterbese non aveva il braccialetto elettronico? Fa rabbia, questa tragedia si poteva evitare, se solo il Codice rosso prevedesse l’obbligo del braccialetto – invece dell’uso a discrezionalità del giudice – per chiunque sia stato denunciato per stalking e violenze domestiche", tuona l’avvocato Domenico Musicco, presidente Avisl (Associazione vittime incidenti stradali, sul lavoro e malasanità). Il dispositivo, nato come misura alternativa alla detenzione per assicurare una vigilanza in tempo reale degli indagati o detenuti scarcerati, è stato introdotto in Italia (in ritardo rispetto agli altri Paesi) nel 2001, ma in questi vent’anni il suo utilizzo è stato un fallimento, tra costi alle stelle, pochissime attivazioni e problemi di collaudo. Basti pensare che fino al 2011 i braccialetti elettronici attivati erano stati solo 14, per una spesa complessiva di 81,3 milioni di euro, come emerge dalla relazione della Corte dei conti. Ma nonostante questo la prima convenzione con Telecom viene rinnovata, dal 2012 fino al 2018.

Il presidente della sezione gip e gup del Tribunale di Napoli, Giovanna Ceppaluni, ha spiegato l’orientamento dei giudici per le indagini preliminari: "Siamo favorevoli a un’applicazione sempre più ampia del braccialetto, ma siamo sempre alle prese con problemi strutturali ed economici. Penso che sia uno strumento da usare anche nei casi di violenza di genere, in modo da rendere efficaci ed effettivi i provvedimenti come i divieti di avvicinamento e gli obblighi di allontanamento dalla casa familiare". L’escalation di pasticci dopo il 2011 nell’applicazione del dispositivo elettronico in Italia è proseguita, arrivando alle cifre fotografate nel gennaio scorso: in Italia sono in uso 4.215 braccialetti e quelli usabili sono 5.940, per un totale di 10.155, aveva spiegato l’allora vice ministro Vito Crimi in Aula. Il problema è che in base al contratto da 23 milioni con Fastweb per 1.0001.200 braccialetti al mese da fine 2018 a fine 2021, il totale – al gennaio scorso – dovrebbe essere 28mila e non 10mila. In sostanza ne sono stati attivati un terzo. Un caso emblematico: nel 2018 in Italia giravano 2mila braccialetti, ma solo a Napoli erano censiti 3mila detenuti ai domiciliari.

a. bel.