Amato e odiato. A 90 anni è morto Mike Agassi, uno dei genitori più ingiustamente odiati del mondo dello sport. Detestato da chi non ama l’impegno ed il lavoro, ma certo non dal figlio Andre, con buona pace di chi di Open ha soltanto letto le recensioni. Certo Agassi padre, due volte alle Olimpiadi come pugile per l’Iran (lui era armeno) e poi tuttofare a Las Vegas, aveva l’ossessione del figlio tennista, ma...

Amato e odiato. A 90 anni è morto Mike Agassi, uno dei genitori più ingiustamente odiati del mondo dello sport. Detestato da chi non ama l’impegno ed il lavoro, ma certo non dal figlio Andre, con buona pace di chi di Open ha soltanto letto le recensioni. Certo Agassi padre, due volte alle Olimpiadi come pugile per l’Iran (lui era armeno) e poi tuttofare a Las Vegas, aveva l’ossessione del figlio tennista, ma contro di lui c’era la statistica, non l’etica: è infatti più facile, applicandosi, avere una vita agiata scegliendo altre professioni.

Mike, ostinato e amante del tennis, aveva un’ossessione: far diventare campione uno dei suoi figli. Ci aveva provato con scarsi risultati con Rita, Philly, Tam, fratelli maggiori di Andre. Il futuro campione, il più piccolo della nidiata, era la sua ultima speranza. Presa una casa con un terreno abbastanza grande da costruirci un campo da tennis. E dopo aver fatto familiarizzare il piccolo con la racchetta fin dalla culla (gliela legava anche al polso), dall’età di 4 anni cominciò ad allenarlo con una durezza tale da sfiorare la tirannia. Tra le sue pazze idee anche il “drago”, una macchina lanciapalle, che martellava ogni giorno il figlio per allenarne l’istinto alla risposta. Racconta Andre nell’autobiografia. "Papà dice che se colpisco 2500 palle al giorno, ne colpirò 17.500 alla settimana e quasi un milione in un anno. Crede nella matematica. I numeri, dice, non mentono. Un bambino che colpisce un milione di palle all’anno sarà imbattibile".

Solo da adulto Agassi dopo tante cadute e risalite è riuscito a trovare un punto di equilibrio: abbandonati i look eccentrici e i capelli lunghi posticci e archiviate troppe sconfitte da enfant terrible incontrollabile, sono arrivati i trionfi Slam anche dopo i 30 anni, l’accettazione di sé e un matrimonio (dopo le prime nozze con Brooke Shields) con un’altra campionessa leggendaria figlia di padre-padrone, la tennista tedesca Steffi Graf con cui ha avuto due figli. Ma se il rapporto umano è stato controverso, è probabile che senza Mike Agassi non ci sarebbe stato il campione Andre.