Antonio Patuelli Il mondo economico è estremamente interessato all’arrivo, alla corretta e piena utilizzazione, al più presto, degli ingentissimi fondi della Ue per la ripresa e lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. Le questioni controverse debbono essere risolte come dispongono la Costituzione e le leggi. L’articolo 94 della Costituzione dispone che "il Governo deve avere la fiducia delle Camere";...

Antonio

Patuelli

Il mondo economico è estremamente interessato all’arrivo, alla corretta e piena utilizzazione, al più presto, degli ingentissimi fondi della Ue per la ripresa e lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. Le questioni controverse debbono essere risolte come dispongono la Costituzione e le leggi. L’articolo 94 della Costituzione dispone che "il Governo deve avere la fiducia delle Camere"; l’articolo 95 che "il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. La legge provvede all’ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri". Quarant’anni dopo la nascita della Costituzione, la Repubblica (per impulso innanzitutto di Giovanni Spadolini) ha avuto la legge attuativa dell’art. 95: la 40088 che, all’art. 2, dispone le “attribuzioni del Consiglio dei ministri” specificando che "Il Consiglio dei ministri determina la politica generale del Governo e, ai fini dell’attuazione di essa, l’indirizzo generale dell’azione amministrativa, delibera altresì su ogni questione relativa all’indirizzo politico fissato dal rapporto fiduciario con le Camere. Dirime i conflitti di attribuzione tra i ministri". Inoltre la legge 40088 dispone che sono sottoposti alla deliberazione del Consiglio dei ministri "le linee di indirizzo in tema di politica internazionale e comunitaria", nonché "le dichiarazioni relative all’indirizzo politico, agli impegni programmatici ed alle questioni su cui il Governo chiede la fiducia del Parlamento" e i disegni di legge, i decreti e i regolamenti. Insomma, la Costituzione e la legge 400 dell’88 indicano i metodi istituzionali coi quali debbono essere gestiti gli ingenti fondi della Ue che il mondo economico e i cittadini sollecitano siano impiegati, in trasparenza, al più presto.