Pensionati a Tenerife (foto d'archivio)
Pensionati a Tenerife (foto d'archivio)

Milano, 30 settembre 2015 - Franca Pozzer69 anni, di Padova, ieri mattina ha fatto il bagno. Ha iniziato così la sua giornata da pensionata espatriata a Torreveja, una città di 120mila abitanti a 40 chilometri da Alicante. Perché la Spagna non è un paradiso solo alla Canarie, ma anche in continente.

"D’inverno qui a Torreveja al massimo si raggiunge una temperatura di 14 gradi, ma non c’è umidità. Abbiamo il miglior microclima d’Europa, una mia amica di Bologna che soffre di artrite reumatoide quando viene a trovarmi sta benissimo. C’è una spiaggia di venti chilometri con le dune, un’altra di città, e poi la scogliera. Un mio amico che stava sul Lago Maggiore si è trasferito qui, altri due che stavano alle Cinque Terre, mica a Bolzano, sono venuti perché dicono che è tutta un’altra cosa".
Quanto prende di pensione?
"1200 euro, ma qui mi bastano per non farmi mancare niente e spesso mi posso permettere anche di fare qualche viaggio. Nell’ultimo anno sono stata in Giappone a marzo e in Vietnam a novembre".
Su cosa risparmia?
"Su tutto. Per esempio, non ho il riscaldamento. Ho una casa di proprietà, pago 160 euro di Ici all’anno e non sto scherzando. L’immondizia la pago insieme con la bolletta dell’acqua, 40 euro al bimestre. La spesa è molto meno cara".
E le tasse?
"Qui sono molto più basse. Ho un amico italiano che vuole trasferirsi: prende 31mila euro di pensione all’anno. In Italia pagherebbe 8mila euro di tasse, qui – il calcolo è stato fatto da un commercialista – ne pagherebbe solo 4mila. Un altro mio conoscente ha una pensione di 630 euro, e non le paga del tutto. Due altri miei amici, marito e moglie, hanno due pensioni simili alla mia e in 12-13 anni sono riusciti a mettere via 100mila euro a testa".
Qualche altro esempio di risparmio miracoloso?
"La benzina e l’assicurazione auto costano meno, il canone tv non esiste. L’entrata alla piscina costa un euro, il pesce è a buon mercato, se vai al ristorante c’è il menu del dia che costa 9 euro e mezzo".
Ogni tanto torna in Italia? Che impressione le fa?
"Più che impressione mi fa depressione. Trovo la gente sempre più malcontenta. Anche qui in Spagna i problemi ci sono, per carità, ma la gente li affronta in modo diverso, lo spagnolo vive alla giornata in modo allegro, spensierato, leggero".
Lei viaggia molto: non le è mai venuta la tentazione di trasferirsi in qualche altro Paese?
"Conosco bene, per esempio, il Sudamerica, ma lì è una situazione completamente diversa, soprattutto per la sicurezza. Qui a Torreveja c’è molta polizia, se giri di sera puoi stare certo che ti fermano per controllarti. Io esco da sola a qualunque ora e non ho mai avuto nessun problema".
E dal punto di vista dell’assistenza sanitaria com’è la situazione?
"C’è un ospedale molto efficiente, se sei residente, non paghi nessun ticket".
Che cosa le manca dell’Italia?
"Tre cose: il caffè, il gelato e la pizza".