di Antonella Coppari La verifica di governo pare finita in un vicolo cieco. Presidente Marcucci, ci sono stati errori nella gestione del processo da parte del premier? "Se una verifica si apre, bisogna anche chiuderla – risponde il capo dei senatori Pd – L’errore è non averlo ancora fatto". Nel merito, ritiene condivisibili per il Pd le critiche di Renzi? "Noi abbiamo presentato a Conte i temi che riteniamo prioritari sia per il Recovery plan sia per l’azione di governo. Alcuni di questi l’altro ieri sono stati...

di Antonella Coppari

La verifica di governo pare finita in un vicolo cieco. Presidente Marcucci, ci sono stati errori nella gestione del processo da parte del premier?

"Se una verifica si apre, bisogna anche chiuderla – risponde il capo dei senatori Pd – L’errore è non averlo ancora fatto".

Nel merito, ritiene condivisibili per il Pd le critiche di Renzi?

"Noi abbiamo presentato a Conte i temi che riteniamo prioritari sia per il Recovery plan sia per l’azione di governo. Alcuni di questi l’altro ieri sono stati ripresi da Renzi: parlo di sanità, di investimenti verdi, di istruzione, supporto all’economia e alla filiera del turismo".

Quindi? Conte ne deve tener conto?

"Il premier ci ha chiesto dei contributi e noi abbiamo presentato le nostre proposte per la bozza di Recovery plan che dovrà venire in Parlamento per essere modificata, approvata e inviata a Bruxelles".

Finora c’è stata un’esagerata centralizzazione delle decisioni a Palazzo Chigi?

"Sì, ma indotta dall’emergenza. Ora, sul piano che dovrà delineare i prossimi dieci anni di sviluppo serve un cambio di passo. La rappresentanza del Paese è in Parlamento, l’esecutivo deve fare l’esecutivo".

Come deve essere la governance del Recovery plan?

"Serve una struttura che affianchi i ministeri per monitorare il piano, gestita in mondo collegiale da Chigi, dal governo e dal Parlamento. A Conte l’onere di fare proposte su cui ci confronteremo".

C’è chi sostiene che il compito di dare equilibrio alla maggioranza spetti al Pd.

"Sbaglia. L’iniziativa politica di raccordo spetta al premier".

Pensa che si arriverà alla crisi?

"Sarebbe scellerato aprire una crisi nel momento in cui dobbiamo approvare un piano da 200 miliardi, gestire la più grande campagna di vaccini mai vista e rilanciare il paese. Piuttosto, Conte riprenda le fila del confronto con Renzi, Zingaretti, Crimi e Speranza e chiuda in fretta l’intesa: entro il 10 gennaio il Recovery plan deve arrivare alle Camere".

Per molti nel Pd l’unica alternativa al governo è il voto.

"Così come è scellerato pensare alla crisi, è scellerato pensare alle elezioni. Dobbiamo rilanciare l’azione del governo in chiave programmatica e, se serve, in chiave di squadra".

Lo ammetta: il Pd vorrebbe un governo con due vicepremier.

"Mai chiesto. Non ci opporremo, però, se qualcuno vuole modifiche della squadra".

Il veto di M5s chiude definitivamente la questione Mes?

"Forse l’errore più grande di questa maggioranza è stato di non prendere il Mes 6 o 8 mesi fa. O lo prendiamo ora, oppure troviamo i soldi per ricostruire la sanità italiana. Di sicuro, non possiamo mettere solo 9 miliardi".