Soldi in cambio della somministrazione di farmaci oncologici salvavita che il sistema sanitario mette a disposizione gratis, facendosi pagare fino a 900 euro per iniezione. È quanto avrebbe fatto Giuseppe Rizzi, oncologo di 65 anni in servizio fino a quasi un anno fa nell’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari. Il medico, agli arresti domiciliari, è accusato di concussione aggravata e continuata in concorso con la compagna, l’avvocatessa Maria Antonietta Sancipriani, 57 anni. L’oncologo si sarebbe fatto pagare 130mila euro da un paziente, poi morto, per sottoporlo a iniezioni gratuite. I passaggi di denaro (nella foto) sono stati filmati dal figlio del paziente. Nello specifico, secondo quanto accertato dai carabinieri, la vittima sarebbe stata costretta "al pagamento di ingenti somme di denaro e altre utilità sia in ospedale sia nel patronato Caf in uso alla compagna" trasformato "nell’occasione in ambulatorio medico illegale". La coppia – tra dicembre 2018 e dicembre 2019 – avrebbe approfittato "delle gravi condizioni psico-fisiche della vittima".