Manifestazione a Sassari: solidarietà ai pastori sardi (Ansa)
Manifestazione a Sassari: solidarietà ai pastori sardi (Ansa)

Cagliari, 17 febbraio 2019 - La guerra del latte in Sardegna è tutt'altro che cessata: la tregua che sembrava raggiunta ieri con la bozza di un'intesa sui 72 centesimi al litro è già stata violata questa mattima a Cuglieri (provincia di Oristano) dove i pastori hanno assaltato una cisterna costringendo l'autista ad aprire il rubinetto del latte: migliaia di litri sono finiti sull'asfalto. 

LA PROPOSTA DI ACCORDO - Dopo circa nove ore di riunione in prefettura (presenti il ministro Gian Marco Centinaio, il presidente della Regione Francesco Pigliaru, pastori e industriali), si è arrivati a una proposta di accordo per il prezzo del latte ovino sardo (con cui viene fatto il pecorino romano) fissato alla cifra base di 72 centesimi di euro al litro, Iva inclusa, 12 in più di quello pagato oggi. L'accordo dovrebbe durare per febbraio, marzo e aprile: a maggio è prevista una nuova valutazione e a fine ottobre un ulteriore aumento. L'obiettivo è raggiungere un euro al litro o anche - nelle intenzioni di ministro e presidente della Regione - di superarlo. 

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LA PROTESTA - Ma l'intesa non piace ai pastori che nelle campagne continuano a gettare il latte a terra, piuttosto che venderlo per la trasformazione in Pecorino romano, il formaggio da grattugia che determina il prezzo del prodotto munto dalle pecore. Il leit-motiv è sempre lo stesso: "No all'accordo, la battaglia prosegue". E il caso eclatante di Cuglieri è solo un esempio. Si attende comunque l'esito della consultazione nelle campagne e nei presidi davanti ai caseifici, che determinerà la decisione sulla proposta di accordo.

COLDIRETTI - Intanto la Coldiretti dice la sua: "Serve inserire una clausola che garantisca di raggiungere l'obiettivo di un euro per il prezzo del latte pagato ai pastori da parte degli industriali, che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione". I 72 centesimi non bastano perché sono inferiori "ai costi variabili medi di produzione", continua la Coldiretti che comunque riconosce "l'impegno del Governo e della Regione Sardegna che per questa operazione hanno messo sul piatto per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato". 

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SALVINI - Resta ottimista Salvini: "Le posizioni che prima erano lontane si stanno avvicinando e spero che nei prossimi giorni combacino perfettamente", dice nel corso del tour elettorale odierno in Sardegna in vista delle elezioni Regionali del 24 febbraio prossimo.