Pasqua in zona rossa: cosa ne pensano gli italiani
Pasqua in zona rossa: cosa ne pensano gli italiani
di Antonio Noto* È la seconda Pasqua che gli italiani trascorrono in casa. Non blindati come l’anno scorso, quando la zona rossa non permetteva deroghe e nelle chiese non si celebravano messe. Molti esperti dicono che le attuali zone rosse sono ’annacquate’ nel senso che limitano gli spostamenti ma non forse così tanto da fermare la diffusione del virus. Infatti dal bollettino quotidiano si registra che la curva dei malati da molte settimane è rimasta quasi costante ed il numero dei morti continua ad essere alto in rapporto ai contagiati. In questo contesto, per il secondo anno di fila, oggi...

di Antonio Noto*

È la seconda Pasqua che gli italiani trascorrono in casa. Non blindati come l’anno scorso, quando la zona rossa non permetteva deroghe e nelle chiese non si celebravano messe. Molti esperti dicono che le attuali zone rosse sono ’annacquate’ nel senso che limitano gli spostamenti ma non forse così tanto da fermare la diffusione del virus. Infatti dal bollettino quotidiano si registra che la curva dei malati da molte settimane è rimasta quasi costante ed il numero dei morti continua ad essere alto in rapporto ai contagiati. In questo contesto, per il secondo anno di fila, oggi e domani ci ritroveremo tutti in casa con il divieto di mettere il naso fuori dalla porta se non, soprattutto, per comprovate esigenze, come recita il linguaggio burocratese che si addice sempre meno al contesto di emergenza in atto.

Ma quest’anno è diverso, se la scorsa Pasqua la chiusura generalizzata aveva alimentato una sorta di ottimismo sulla stima dei tempi per sconfiggere il virus, questa volta invece si è arrivati al giorno della Resurrezione avendo sperimentato tutte le strategie di chiusura, da quella hard dell’anno scorso a quella soft degli ultimi mesi. Al contempo, però, se la situazione la si misura guardando il numero dei decessi e della diffusione del virus, nonostante la presenza delle vaccinazioni, l’ottimismo dell’anno scorso è stato sostituito da un pessimismo collettivo e ci si chiede se sia giusto o meno continuare a mantenere attività chiuse. Per esempio è da tempo che si discute se continuare a mantenere le serrande dei ristoranti abbassate sia un antidoto al proliferare del Covid, e questo dubbio ovviamente trova maggiore enfasi pensando proprio al giorno di Pasqua.

Analizzando le opinioni degli italiani emerge un dato che a prima vista potrebbe sembrare contraddittorio ma che in realtà è una risposta razionale. Infatti se la maggioranza degli italiani (61%) è in generale favorevole a restrizioni, quando si va ad indagare il giudizio sullo ’stop’ ad alcune attività le cose cambiano: il 52% afferma che i ristoranti, se applicano il distanziamento, dovrebbero rimanere aperti. Lo stesso per quanto riguarda parrucchieri, barbieri e negozi di abbigliamento. Al contempo gli italiani puntano il dito contro i trasporti, sia locali che nazionali, in quanto il 58% afferma che non si sente sicuro in autobus, metrò, treno o aereo in quanto si tratta di luoghi chiusi dove non sempre si rispetta il distanziamento.

Nel frattempo gli italiani come trascorreranno questa giornata di Pasqua? Circa un cittadino su 3 afferma che tra oggi e domani sarà in compagnia di persone che non appartengono al suo stretto nucleo di conviventi. Infine il divieto di viaggiare. Agli italiani non è andata giù la questione che si possono raggiungere altre nazioni ma non si può andare da un comune all’altro. Per il 70% questa è una assurdità alla quale il Governo non ha posto riparo, se non con misure che tendono a scoraggiare più che a proibire i viaggi all’estero.

*direttore Noto Sondaggi