Dopo il primo Natale in zona rossa, la seconda Pasqua blindata per l’Italia. Lo ha deciso il governo di Mario Draghi di fronte all’impennata dei contagi e al rischio di saturazione degli ospedali, varando un decreto legge – non un dpcm – le cui misure dureranno da lunedì 15 marzo al 6 aprile. Poche le deroghe alle restrizioni –...

Dopo il primo Natale in zona rossa, la seconda Pasqua blindata per l’Italia. Lo ha deciso il governo di Mario Draghi di fronte all’impennata dei contagi e al rischio di saturazione degli ospedali, varando un decreto legge – non un dpcm – le cui misure dureranno da lunedì 15 marzo al 6 aprile. Poche le deroghe alle restrizioni – tra cui una visita al giorno ai parenti – che metteranno di nuovo alla prova le attività economiche.

L’Italia sarà dunque tutta zona rossa il 3, 4 e 5 aprile – comprese Pasqua e Pasquetta –, mentre dal 15 marzo fino al 2 aprile e di nuovo il 6 aprile tutte le (poche) regioni gialle passeranno automaticamente in arancione.

Per quanto riguarda i giorni delle feste, sarà consentito in ambito regionale e nel rispetto del coprifuoco (5-22), lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, nei limiti di due persone ulteriori (esclusi minori di 14 anni, disabili o persone non autosufficienti conviventi) rispetto a quelle che già vivono lì. Questo significa che il pranzo di Pasqua coi parenti è salvo.

I governatori avranno comunque sempre la facoltà di varare misure restrittive del massimo grado a livello sub-regionale o sub-provinciale. Le nuove restrizioni sono state di nuovo discusse con le Regioni e gli Enti locali prima del Consiglio dei ministri, un metodo dialogante su cui Draghi insiste, così come sul dibattito parlamentare che lo strumento del decreto permette, dovendo essere convertito in legge dalle Camere entro 60 giorni.

Intanto l’Italia si chiude di nuovo, tra diverse voci di esperti che lamentano un eccessivo ritardo nelle misure, con la Sardegna (unica regione in bianco) davvero isola felice.