Il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin: vicentino, il cardinale ha 66 anni
Il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin: vicentino, il cardinale ha 66 anni
Papa Francesco fa l’incendiario con i cardinali, da lui accusati di tramargli alle spalle durante la malattia, e il suo braccio destro si precipita a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Anche lasciando intendere, come insinuano voci autorevoli nel Palazzo apostolico, che la toppa nasconda uno strappo fra il nocchiere della barca di Pietro e il suo nostromo, proprio quel cardinale Pietro Parolin che in questi otto anni di pontificato ha indicato tra l’altro la rotta alla Santa Sede per approdare a un accordo storico con Pechino. Il rogo è quello fatto divampare in Curia da Bergoglio con la decisione di...

Papa Francesco fa l’incendiario con i cardinali, da lui accusati di tramargli alle spalle durante la malattia, e il suo braccio destro si precipita a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Anche lasciando intendere, come insinuano voci autorevoli nel Palazzo apostolico, che la toppa nasconda uno strappo fra il nocchiere della barca di Pietro e il suo nostromo, proprio quel cardinale Pietro Parolin che in questi otto anni di pontificato ha indicato tra l’altro la rotta alla Santa Sede per approdare a un accordo storico con Pechino.

Il rogo è quello fatto divampare in Curia da Bergoglio con la decisione di rendere noto il dialogo a porte chiuse con i gesuiti slovacchi, il 12 settembre scorso, durante l’ultimo viaggio apostolico.

"Come sto? Ancora vivo, nonostante alcuni mi volessero morto", disse ai confratelli preoccupati per la sua salute prima di aggiungere che alcuni prelati, mentre lui era in ospedale, "preparavano il conclave". Affermazioni schiette, nel solco di quel modello di Papa dal volto umano che sta imponendo alla Chiesa, ma frasi che hanno anche irrigidito il clima non sempre facile tra il successore di Pietro e la Curia.

Interpellato dai cronisti sulla vicenda, a margine del summit del Ppe a Roma, Parolin ieri ha finito per prendere diplomaticamente le distanze dall’ultima sortita bergogliana. "Probabilmente il Papa ha informazioni che io non ho – ha esordito il primo ministro della Santa Sede –, perché sinceramente non avevo avvertito che ci fosse questo clima. Penso, però, senza avere molti elementi in mano che si tratta di una cosa di pochi, di qualcuno che si è messo in testa queste cose. Il Papa probabilmente fa queste affermazioni, perché ha dati che a me non sono pervenuti". Quindi Parolin ha dissennescato (una volta per tutte?) la mina prima che fosse troppo tardi: "Quello che vorrei dire è che non mi sembra che ci sia un clima di questo genere".

Sulla stessa linea anche monsignor Franco Girotti, classe 1937, reggente emerito della Penitenzieria apostolica ed ex numero tre dell’ex Sant’Uffizio. Un vescovo di lungo corso che si muove nelle sacre stanze dal lontano 1969, sapendo bene come "i corvi ci sono e ci saranno sempre, fuori e dentro il Vaticano, ma non mi risultano congiure contro il Papa, mi sento di escluderle"

Tornando a Parolin, non proprio un appoggio incondizionato il suo alla spontaneità cara al Papa che si conferma sempre più amato fuori piuttosto che dentro la Chiesa, ora anche quella progressista. Ne è prova ulteriore la condanna pronunciata dal Pontefice contro la violenza sulle donne, "una piaga aperta dappertutto", ha rimarcato ieri in udienza generale, portando ad esempio la beata slovacca Anna Kolesárová che "a costo della vita difese la propria dignità contro la violenza". Il rimando alla Santa Maria Goretti dell’Est è andato di traverso a Paola Lazzarini Orrù, animatrice del network femminista cattolico, Donne per la Chiesa. "Mi colpisce che la violenza in famiglia (nel matrimonio) non venga mai nominata – scrive la sociologa su Facebook – e che si parli sempre di chi subisce, mai di chi la compie la violenza".