Uccisi e bruciati nelle campagne del Ferrarese. C’è una svolta nelle indagini sull’orrore scoperto il 28 febbraio scorso quando i corpi carbonizzati dei cugini Riccardo e Dario Benazzi (rispettivamente di 64 e 70 anni) furono rinvenuti in un’auto dai carabinieri (nella foto). Filippo Mazzoni, un artigiano di 49 anni e il figlio Manuel, 20 anni, sono stati indagati dal pm Lisa Busato per concorso in omicidio volontario e distruzione di cadavere. Ieri all’alba, i carabinieri hanno passato al setaccio tre case: quella dove vivono i Mazzoni, vicina al luogo del delitto; una seconda abitazione e un appartamento nella loro disponibilità. Trovate munizioni, pistole e un fucile calibro 12, compatibile con l’arma utilizzata per il delitto. Tutte armi legalmente detenute dall’artigiano. Il blitz è scattato dopo che la perizia ha confermato che i cugini sono stati uccisi, poi trasportati in auto in campagna e bruciati. Il movente? "Motivi particolarmente futili". Si ipotizza addirittura una vendetta dopo che, qualche tempo fa, Riccardo avrebbe accidentalmente investito e ucciso in auto due oche di proprietà dell’artigiano.