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22 ott 2015

Papa Francesco malato: ecco i riscontri

La casa di cura conferma il viaggio: "Chirurgo in Vaticano a gennaio"

22 ott 2015
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Pisa, 22 ottobre 2015 - SONO due gli incontri che il neurochirurgo giapponese Takanori Fukushima ha avuto con papa Francesco. Il primo avvenne a ottobre dello scorso anno al termine di un’udienza generale. In quell’occasione, che il professor Fukushima documenta con una fotografia postata sul suo blog personale, il Pontefice scambiò alcune battute in piazza San Pietro con il neurochirurgo che era lì assieme a un accompagnatore. Un primo contatto, appunto. Ma è nel secondo appuntamento che si richiede al professionista giapponese un consulto sullo stato di salute di papa Francesco. Una visita organizzata nel giro di pochi giorni all’inizio di quest’anno.
 
«FU Fukushima alla fine di gennaio – racconta al nostro giornale il presidente e amministratore della Casa di Cura San Rossore, Andrea Madonna – a chiedere se potevamo aiutarlo, perché aveva bisogno di raggiungere urgentemente Roma. E, dal momento che per alcuni tipi di lavori nelle linee ad alta quota di elicotteri ne utilizziamo diversi, non abbiamo avuto problemi a soddisfare tale richiesta». 
 
MA che una volta atterrato nella capitale Fukushima raggiunse il Vaticano, lo conferma lo stesso neurochirurgo nel suo blog in lingua giapponese. «Il 28 gennaio, mercoledì, dopo aver terminato delle operazioni, – scrive – andai in elicottero da Pisa a Roma. E la mattina successiva, dopo essere stato ospitato in un monastero vicino, sono stato ricevuto in Vaticano». Qui, all’interno delle mura leonine, il professionista giapponese racconta di avere «avuto una riunione con diversi alti dignitari. Successivamente ho incontrato anche alcuni cardinali tra cui Angelo Comastri».
 
E, A CONFERMA che si tratti di un rapporto confidenziale, Fukushima, aggiunge: «Mi è stato permesso di fare anche delle riprese fotografiche, che normalmente non vengono permesse». L’esito di quell’incontro sarebbe stato comunicato in seguito con la rassicurazione che, «quella macchia, un piccolo tumore al cervello, si può curare senza portare il paziente in sala operatoria». Dopo la visita in Vaticano il professor Fukushima ha effettuato un’operazione dimostrativa presso l’ospedale San Filippo Neri. Quindi, il 30 gennaio, è salito su un treno ad alta velocità (sul suo blog parla di uno «shinkansen italiano») per Napoli e da lì ha proseguito poi per Salerno, dove ha eseguito un’altra operazione dimostrativa.
 
È UN rapporto consolidato quello tra la Casa di Cura San Rossore e il docente di orgine giapponese. «Un’importante collaborazione – spiega Madonna – che dura da 5-6 anni ed è stato il dottor Gaetano Liberti, neurochirurgo dell’azienda ospedaliero-universitaria pisana che opera con noi in regime di extramoenia, a presentarmelo». «Fukushima è un genio – racconta ancora l’imprenditore pisano – e Liberti è uno dei suoi allievi prediletti. Sono onorato che abbia scelto la nostra clinica come sua base in Europa. Nell’arco dell’ultimo anno avrà prestato la sua consulenza su un trentina di pazienti, sempre con Liberti come primo operatore». 

E TRA queste consulenze rientrerebbe proprio quella al Santo Padre resasi necessaria, appunto, all’inizio di quest’anno. «Fukushima, che è un luminare mondiale – aggiunge Madonna –, mi chiese l’elicottero per andare, urgentemente, a Roma e poi ho appreso che è stato dal Papa». In diverse occasioni l’imprenditore pisano ha avuto modo di volare in elicottero con Fukushima, ma non a fine gennaio. In quell’occasione, come risulta a Qn, oltre al pilota, sull’elicottero messo a disposizione dalla proprietà della Casa di Cura San Rossore, c’era solo il professor Fukushima con un’altra persona del suo staff.

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