Il professore Giulio Maira
Il professore Giulio Maira

Roma, 21 ottobre 2015 - GIULIO Maira è neurochirurgo di fama internazionale. A lui, insieme col suo ex staff di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma, si deve la messa a punto di una terapia personalizzata contro un raro e aggressivo tumore del cervello: il cordoma della base cranica (clivus). "Il cancro al cervello è un tumore particolarmente subdolo perché molto spesso asintomatico", spiega l’esperto.

Professore, quante tipologie di cancro possono colpire il cervello?
"Il cervello è un organo che viene bersagliato, purtroppo con una certa frequenza, da più tumori. Alcuni dei quali esterni al tessuto cerebrale, come i meningiomi, estrinseci o extra-assiali, che originano dalle cellule delle meningi. O dai neurinomi, prodotti dalle guaine dei nervi intracranici. Ma anche da quelli che nascono dai tessuti cerebrali veri e propri: i più frequenti sono i gliomi e gli astrocitomi. Meningiomi e neurinomi sono al 95% benigni".

Se non riconosciute con tempestività, le neoplasie benigne possono diventare maligne?
"I tumori benigni crescono tanto, fino a comprimere le pareti del cervello, ma non si trasformano mai in maligni. E solitamente possono essere trattati con chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Quelli maligni, piuttosto, una volta presenti infiltrano l’area circostante del cervello in cui si trovano e anche se operati e trattati si ripresentano".

Quando si parla di metastasi?
"Il 50% dei tumori della testa sono secondari, ovvero metastasi".

Con quali sintomi si manifesta il male?
"Tutte le neoplasie, anche se benigne, possono creare edemi e prima o poi presentano una loro sintomologia. Diversa, a seconda della zona del cervello interessato: cefalee ingravescenti, afasia, crisi epilettiche, tremore, disturbi della vista, convulsioni, cambiamento della personalità e/o dell’umore, nausea e vomito, visione disturbata delle cose, perdita di equilibrio e difficoltà motorie (cervelletto), debolezza muscolare o paralisi (lobo frontale del cervello), perdita dell’udito, memoria, o stati emotivi alterati, incapacità di guardare verso l’alto".

A questo punto la diagnosi è d’obbligo?
"Sì, e quella più sicura viene data dalla risonanza magnetica. Oggi molto sofisticata e capace di vedere anche tumori di dimensioni millimetriche".

Il passo successivo è la cura. Quali sono le aspettative di vita?
"Se il tumore è benigno, la chirurgia ha fatto passi da gigante e può dare risultati straordinari. Anche se dipende sempre dal posizionamento del male nel cervello. Se il tumore è maligno, piuttosto, vedi il glioma, oggi non esiste una cura definitiva".